WWCC2009: l’Italia chiude all’ultimo posto e addio sogno Olimpico

Niente miracolo coreano nelle ultime due gare in programma di questo Mondiale. Draw 15: Italia-Canada 5 a 8. Prima partita per Claudia Alverà entrata in squadra come Lead. Fuori Elettra De Col. Poco da commentare ad eccezione del 2° end dove abbiamo iniziato a sognare una possibile vittoria con le 3 stones messe a punto. Ma poi il Canada ha ripreso il controllo della gara sino al termine. Finale in anticipo al termine del 9° end. Nelle altre gare: Svezia-Cina 7-8, Scozia-USA 7-6, Corea-Russia 8-10.

Draw 16: Svizzera-Italia 8 a 5. Ancora in pista per le azzurre Claudia Alverà. Questa volta fuori Violetta Caldart. Buona prova di Claudia in queste due gare con discrete percentuali. Forse sarebbe stato più utile inserire l’alternate molto prima. Partita fotocopia della precedente ma senza illusioni. Anche in questa gara stretta di mano delle azzurre dopo il 9° end. Con molta probabilità questa è stata anche l’ultima stretta di mano in un Mondiale per le nostre atlete. Bisogna voltar pagina e ricominciare con un nuovo team. Ci vorranno molti anni per riuscire a ricreare una squadra forte con una nuova generazione. Non dimentichiamo però che Diana Gaspari e compagne hanno saputo dare tanto al curling italiano e per tantissimi anni sopportando innumerevoli sacrifici. Le altre gare: Danimarca-Svizzera 6-2, Norvegia-Svezia 2-11, Germania-Corea 9-6.

Ancora un 17° draw, ma senza Italia, e poi le semifinali. La classifica vede: Cina 9 punti – Canada e Danimarca 8 – Svezia 7 – Svizzera 6 – Germania, Russia, Scozia 5 – USA 4 – Corea 3 – Norvegia e Italia 1. Passano alle semifinali: Cina, Canada e Danimarca. Ancora qualche ora per sapere chi sarà la quarta formazione tra Svezia o Svizzera.  

Con questo Mondiale è confermata la partecipazione della  Germania alle prossime Olimpiadi di Vancouver 2010. Per l’Italia invece la definitiva condanna a non esserci.

(Renato Negro / © Copyright CURLING ITALIA)

6 risposte a "WWCC2009: l’Italia chiude all’ultimo posto e addio sogno Olimpico"

  1. Malko ha detto:

    “Con molta probabilità questa è stata anche l’ultima stretta di mano in un Mondiale per le nostre atlete. Bisogna voltar pagina e ricominciare con un nuovo team. ”

    Giusto per curiosità, chi sostituirebbe chi? Non mi risultano in Italia esserci atlete altrettanto preparate, vi ricordo infatti che non più di 2 anni e pochi mesi fà (dicembre 2006) furono proprio Diana, Giulia, Violetta, Giorgia, Elettra ha conquistare dopo 24 lunghi anni uno storico 2° posto agli europei, quindi 4 su 5 c’erano allora, ci sono oggi, e speriamo per il curling italiano ci siano anche domani!!!! altro che voltar pagina!!!

    Forza ragazze, solo chi cade può rialzarsi!

  2. marco ha detto:

    Mi auguro che non sia l’ultima stretta di mano per queste nostre atlete. Forse qualcuna deciderà di non accettare più mesi di sacrifici per rappresentare il nostro paese nei prossimi campionati ma, ricordiamo, che la nostra non è una squadra vecchia da buttare!
    Ancora grazie e tutte loro per quanto anno fatto fin’ora.
    Marco

  3. Diana ha detto:

    Nel curling a questi livelli si sta verificando una notevole spaccatura tra le squadre professioniste e quelle come noi, che dedichiamo molto tempo al curling ma sempre abbinandolo ai nostri impegni di lavoro o studio.
    Se si guardano le squadre vincenti hanno tutte un’età elevata, dai 30 ai 40 anni o anche oltre, oppure troviamo la Cina che fa 250 giorni di allenamento all’anno vivendo a Vancouver e giocando tornei di alto livello ogni weekend.
    Basti pensare invece al nostro backend (io ho 24 anni e giorgia 21), con partite giocate assieme a questo livello penso trenta al massimo in due anni. Quindi sicuramente non è dalla nostra parte l’esperienza che contraddistingue una Miriam Ott, Annette Norberg o Andrea Schoepp sia a livello di gioco, di lettura di un ghiaccio che noi non troviamo mai, di unione di squadra, di gestione delle emozioni e della pressione.
    Per capire bene come funziona qui, bisognerebbe proprio vedere le partite o addirittura essere in campo, questo curling ha poco a che fare con quello che troviamo nei nostri curling club. Per questo invito anche tutti i curlinisti a non perdersi i mondiali maschili del prossimo anno a Cortina.
    Comunque darci per spacciate non mi sembra proprio un commento appropriato; creare un nuovo nucleo sicuramente servirà al curling italiano che manca di nuove leve, soprattutto nell’est, però se non si gioca a questi livelli in modo costante non si può arrivare da nessuna parte.
    Poi naturalmente ognuna di noi farà i conti con il proprio tempo e le proprie motivazioni per continuare o meno, perchè come dice Marco i sacrifici da fare sono molti, e immaginate lo stato d’animo che si può avere dopo anni di duro lavoro e i risultati che sfuggono spesso dalle mani per motivazioni che alle volte sono più grandi di noi.
    Un saluto a tutti dalla Corea
    Diana

  4. Renato Negro ha detto:

    Prima di tutto grazie a Malko, Marco e in particolare a Diana per aver trovato il tempo aver scritto e quindi aver portato la loro opinione.
    Se i miei commenti sono sembrati troppo polemici o comunque esagerati mi scuso con chi si è sentito accusato. Non era mia intenzione. In questi giorni ho cercato sempre non la critica ma l’incoraggiamento alla squadra. Pensate che, al contrario, degli amici mi hanno accusato di essere troppo ecumenico.
    Sono certo che in questo Mondiale la squadra Italiana era formata indiscutibilmente dalle migliori a disposizione. Concordo con Diana sul fatto che attualmente è, e sarà sempre peggio, netto il divario tra il professionismo e il dilettantismo. Sinceramente non vedo per il futuro soluzioni all’orizzonte. Ma credo che, proprio per questa ragione in Italia il ricambio generazionale (purtroppo) debba essere ancora piu’ frequente. So per certo che non ha nessuna logica perchè negli altri paesi a 24 anni si inizia a maturare per essere pronte a livello internazionale. Ma tutto deve essere ragionato con la logica dell’organizzazione (o se preferite improvvisazione ) italiana e con le scarse disponibilità economiche a disposizione. Diana affronta gli impegni con la Nazionale Italiana dal 2001. Considerando i sacrifici le privazioni e, diciamola tutta, anche la consapevolezza di non essere stata preparata tecnicamente per poter competere con le migliori, forse in questi 8 anni ad alti livelli può non avere piu’ gli stessi stimoli e la stessa passione dei primi anni. Ovviamente dico Diana intendendo tutto il gruppo azzurro negli anni 2000.
    Gli anni passano e siete logicamente impegnate anche a trovare delle soluzioni lavorative per il vostro futuro oppure, tema di massima considerazione, si vuole pensare anche e giustamente alla maternità.
    Ormai i miracoli non avvengono piu’ ma si programmano. La Cina appunto insegna. Grandi investimenti e tanti mesi lavoro in Canada. E cosi’ è stato ed è anche per la Russia. Quindi intendevo solo dire che è gioco forza per l’Italia il dover coinvolgere continuativamente le nuove promesse. Vuoi perchè come giovani studentesse possono dare piu’ tempo al curling vuoi perchè vivono con piu’ entusiasmo il fatto di rappresentare la Nazionale Italiana. Ma ritengo che questo gruppo (e non posso omettere anche Rosa Pompanin e Giulia Lacedelli) sia il migliore gruppo di sempre per il curling in Italia. Le statistiche ci ricordano anche 30 / 20 anni prima anche figure importanti come Maria Grazia Costantini, Tea Valt, Marina Pavani e Ann Lacedelli. Ma di certo il curling di allora non era quello di oggi e il professionismo in questo sport non creava ancora queste differenze. In risposta a Malko voglio dire che si è vero continuiamo a non avere grandi numeri nel vivaio ma per nostra fortuna un piccolo nucleo esiste e proprio nel EJCC del 2008 cosi’ come quest’anno in Danimarca hanno fatto vedere buone cose. E facciamo anche i nomi Giada Mosaner, Chiara Zanotelli, Lucrezia Salvai, Federica Apollonio, Stefania Menardi, Isidora Quaglio.

  5. Gianandrea Gallinatto ha detto:

    Ho letto con molta attenzione il commento di Diana e in linea di principio posso essere d’accordo con la sua tesi. Ma proprio per questo, mi trovo ancor più d’accordo con Renato quando sostiene che sarebbe buona cosa chiedersi “cosa fare da grandi”. Proprio perché la forbice tra chi può sostenere costi e tempo per la preparazione ai grandi impegni e chi invece non lo può fare diventa sempre più ampia, sarebbe buona cosa fare una serie programmazione a livello federale nazionale. Altrimenti si sceglie di vivere in un onorabilissimo ambito dilettantistico, ma consci che di quello si tratta.
    Purtroppo però, componente comune di tutti gli sport, è la ricerca di personaggi, di campioni che facciano da traino. Basti pensare a cosa sta succedendo a sport ben più importanti del nostro, con migliaia e migliaia di praticanti, che vivono una sorta di sopravvivenza sportiva ma senza alcun interesse popolare. E il primo che mi viene in mente è il tennis orfano di successi dalla Coppa Davis 1976.
    Davvero credo si debba puntare sulla base e sui giovani, e questo davvero non vuol dire che chi rappresenta oggi il nostro curling nazionale debba essere messo da parte. Vuol semplicemente dire lavorare ed investire sui ragazzi, sugli esordienti, sulle scuole, con progetti a 5-10 anni, cercando di muoversi tutti verso il bene comune di questo nostro amato sport.
    In questo weekend si gioca a Claut la finale del Campionato Italiano Esordienti. Beh, mi piacerebbe pensare che ai quei ragazzi possa essere data la speranza e la possibilità di essere, magari fra 10 anni, i nostri atleti migliori capaci di competere a livello internazionale, e non solo la prospettiva di tirare qualche sasso con gli amici nel proprio curling club.
    Buon curling a tutti.

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