Mondiali Mixed Doubles di Cortina: cos’è e perché il Mixed Doubles
1 apr 2009 | Di: Renato Negro | Categoria: NewsRicordando il curling… Olimpico, quello del 2006, visto sugli schermi, possiamo onorevolmente dire che era stato un pieno successo. Gradevole e così sufficientemente lento da non creare nessun tipo di disagio o eccessi di concentrazione per chi lo seguiva. Ma, giustamente, la Federazione Mondiale del Curling (WCF) ha preferito, da subito, analizzare nei dettagli il risultato mediatico senza perdersi nella gloria del momento. Si è sviluppata quindi una riflessione sul curling non dal punto di vista sportivo, ma come prodotto televisivo. Per intenderci come ideale “contenitore” di un pacchetto spazi pubblicitari. Tutto questo, a molti, potrà sembrare quasi banale. Una logica conseguenza dei nostri tempi. Ma se si pensa a quanto uno sport come il curling sia legato alla sua storia, alle tradizioni, alla cultura anglosassone forse si viene meglio a comprendere il grande salto epocale che tutto ciò rappresenta. Ovviamente, quando parliamo di televisione parliamo principalmente di quella canadese, dove il curling ha un grande seguito. Molti gli appassionati, e quindi di frequente è presente nei palinsesti dei network nord americani. La produzione televisiva chiedeva un curling più veloce, ancor più coinvolgente e con un maggiore senso identificativo tra spettatore e giocatori. In ultimo, ma non di poco conto, una gara sensibilmente più breve. Insomma, una modifica su alcuni aspetti del gioco così sostanziale da snaturare il curling stesso trasformandolo in qualche altra cosa. Una drammatica rivoluzione. Sono state giornate turbolente ma eravamo ad una svolta. Non è più possibile immaginarne un futuro di crescita e di sviluppo se non ha la giusta visibilità televisiva. Gli sponsor e tutti gli investitori commerciali non possono impegnare importanti risorse economiche senza quella visibilità che può creare un ritorno degli investimenti. Le tante proposte vengono elaborate. Si rielabora si sintetizza sino all’accettazione di un nuovo progetto. E’ l’anno 2007 e nasce il Curling Mixed Doubles. Del curling tradizionale rimane la pista e le stones (ma non tutte). Ogni squadra è formata da una coppia uomo-donna. Durante la gara, entrambi, alternandosi, saranno skip e lanciatori. Per ogni end di gioco le stones a disposizione si riducono a 6 (8 quelle del curling tradizionale). Così come con 100 minuti effettivi di gioco si riduce il tempo partita. La WCF chiede subito a tutte le Federazioni di curling nel Mondo di apprendere questa nuova logica di gioco. Nel marzo 2008 a Vierumaki (Finlandia) parte il primo Mondiale di questa specialità. In finale la Svizzera con la coppia Irene Schori e Tony Mueller conquista il primo oro battendo la Finlandia di Anne Malmi e Jussi Uusipaavalniemi. L’Italia era rappresentata dalla coppia piemontese Rostagnotto – Mingozzi. Nel 2009 a Cortina (dal 18 al 25 aprile) l’Italia avrà il privilegio di ospitare la seconda edizione del Mondiale. Domenica scorsa (29 marzo 2009) si sono conclusi i Trials italiani per stabilire chi indosserà la maglia azzurra a questi Mondiali. La coppia vincitrice è composta da ragazzi giovanissimi di Cembra: Chiara Zanotelli e Andrea Pilzer. Auguri ragazzi. E’ un Mondiale utile come test event della ristrutturazione in atto del glorioso Stadio del Ghiaccio che nel 1956 ospitò le Olimpiadi Invernali. Una struttura sportiva con una potenzialità di 4000 posti che tornerà al suo antico splendore. Il World Championships Mixed Doubles 2009 sarà la degna vetrina di un altro importante evento in allestimento a Cortina. Il Mondiale Curling Uomini 2010. Questa volta è il curling storico. Quello di sempre.
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