Denuncia e carte bollate nel curling scozzese
1 set 2009 | Di: Renato Negro | Categoria: News, Top NewsRicordate il gran polverone scoppiato durante il Mondiale donne 2008 in Canada a Vernon? Per chi non avesse seguito, ricordo brevemente che il quella occasione nella Nazionale Scozzese scoppiò un vero terremoto. Il responsabile tecnico, dopo 8 gare perse, chiese alla skip Gail Munro di uscire dalla squadra ma anche la third Lynsay Wilson contestò questa decisione e non si presentò in pista. La gara dello scandalo si disputava proprio contro l’Italia e in quella partita le ragazze scozzesi giocarono per protesta in 3. Subito il responsabile tecnico della Scozia Derek Brown dichiarò che al ritorno si sarebbero applicati dei seri provvedimenti disciplinari contro le giocatrici Gail Munro e Lyndsay Wilson. E allora poi cosa è successo? A distanza di un anno, vedete come nei tempi tutto il mondo è paese, la Royal Caledonian si è pronunciata in merito. Ha nominato un gruppo di esperti, come Richard Scott, Pam McKay e Malcom Ewan, per emettere un verdetto su quanto era successo ai Mondiali di Vernon.
In buona sostanza, ad un anno di distanza dai fatti, la commissione non ha sentenziato contro le atlete praticamente nulla. La Royal Caledonian si è solo impegnata a riscrivere delle norme sul comportamento etico più attuali e più dettagliate. Alla comunicazione del verdetto, il responsabile tecnico della Nazionale Derek Brawn non era presente e non si è fatto rappresentare, ma ha fatto sapere che non intende più procedere contro le atlete. Al contrario le giocatrici Munro e Wilson non intendono fermare la denuncia contro il proprio allenatore. In particolare la skip Munro ha denunciato Derek Brown per averla diffamata nelle dichiarazioni rese alla stampa e quindi lo accusa di aver danneggiato gravemente la sua reputazione. Nelle dichiarazioni, rilasciate in questi giorni, Gail Munro si dice amareggiata per aver atteso tanto a lungo il verdetto della commissione che in sostanza non ha voluto prendere le difese di nessuno. Rimane però immutato il suo giudizio verso il tecnico Brown che lei definisce ”uomo che non sa comandare”. In tutto questa vicenda non si è mai capito quale fosse il pensiero dell’altro tecnico presente ai Mondiali Rhona Martin.
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