No grazie di Randy Ferbey all’offerta della Federazione di Russia

Nei mesi scorsi sul blog curlingtorino avevo scritto che il mitico giocatore canadese Randy Ferbey era stato richiesto dalla Russia per seguire, e portare come coach, le Nazionali alle Olimpiadi di Sochi 2014. Ferbey, a 52 anni, è ancora un grande giocatore. Vero è che in questa ultima stagione 2010-2011 con il nuovo team, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino, di  Brad Gushue le cose non sono andate per il meglio e sono mancati tutti gli importanti risultati. E’ d’obbligo ricordare a chi legge che  stiamo parlardo di un Randy Ferbey che dal 2001 al 2005 ha vinto 4 volte il Brier e poi ancora che nel 2003 e nel 2005 il team, che tutti chiamavano Ferbey Four, ha conquistato anche il Mondiale. Ma come si diceva nella stagione passata tutto è andato storto. Brad Gushue, con l’inserimento in squadra di Ferbey, sperava di riconfermare l’esperienza positiva vissuta a Torino con l’inserimento del maturo Russ Howard. Ma così non è stato. Il rapporto tra i due, iniziato nella primavera del 2010, si era già logorato in autunno e viveva la sua conclusione con un comunicato dato alla stampa canadese il 9 febbraio 2011. Sia Ferbey che Gushue, dopo il comunicato, dissero che era troppa la differenza caratteriale. Sicuramente c’è stata anche una differente interpretazione della vita da professionista del curling. Il divario generazionale tra i due (Ferbey 52 anni, Gushue 28) questa volta non ha funzionato. In più Ferbey si è lamentato di aver vissuto questa stagione lungamente in solitudine e lui in passato, con il team Ferbey Four, era abituato a vivere con più cameratismo sempre unito in viaggio con David Nedohin, Scott Pfeifer e Marcel Rocque. Poi, mentre Ferbey ritorna a pensare di creare un suo nuovo team, arriva l’offerta della Russia che chiede a Ferbey di lasciare il curling giocato per iniziare una nuova avventura come allenatore e in questo ruolo seguire la preparazione delle Nazionali di Russia  sino al grande appuntamento Olimpico del 2014. In questi giorni Randy Ferbey si trova in Cina per giocare al Beijing International Cup. Nulla di particolarmente importante come competizione. Diciamo pure una sorta di esibizione per il pubblico cinese. Questa Beijing Cup è stata organizzata da Tin Yip che è sempre stato al seguito della squadra cinese femminile nei lunghi mesi di permanenza di Betty Wang e compagne a Edmonton. Randy Ferbey è stato felice di aderire a questa iniziativa portando con sè a giocare David Nedohin, Scott Pfeifer e Mike McEwan. Insieme a questo team Ferbey anche una squadra femminile canadese composta quasi tutta dalle  mogli con Heather Nedohin, Wendy Ferbey, Chantelle Pfeifer e Dawn Askin. Insomma una gita promozionale. Aggiungendo anche la nota che Randy ufficialmente di mestiere è uomo immagine, venditore, consulente di marketing per Asham. Dalla Cina Ferbey ha rilasciato qualche intervista dichiarando di essere felice per questo invito in un Paese dove, per una partita di curling della Nazionale cinese femminile delle Olimpiadi di Vancouver, 40 milioni di cinesi sono rimasti incollati davanti alla televisione per seguire le prodezze di Betty Wang e compagne. Non poteva poi certamente mancare qualche domanda sul suo futuro come allenatore della Russia. Ferbey ha confermato che la notizia era vera. C’è stata trattativa. Randy ha dichiarato che anche economicamente era interessante con una offerta di 100 mila dollari anno (più altri benefit). Ferbey ha aggiunto che la trattativa era condotta direttamente dal Ministro dello Sport russo. Ma nonostante tutti questi dollari Randy ha richiesto di poter gestire le squadre di Russia in Canada (Edmonton) almeno per 3 mesi all’anno così come è  ormai consuetudine per le Nazionali di Cina. Pare che proprio questa richiesta sia stata la ragione del mancato accordo tra le parti. Randy Ferbey ritorna in pista, sempre come giocatore, anche per la prossima stagione. Ha già preparato la nuova squadra che sarà formata con David Nedohin, Ted Appelman e Brendan Melnyk. Obiettivo, neanche a dirlo, vincere i Provinciali di Alberta. Poi ancora Brier e Mondiali. Ma il grande vecchio di certo ha in testa di chiudere la sua strepitosa carriera con la maglia del Canada all’Olimpiade di Sochi 2014.

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