Jim Armstrong ritorna sul ghiaccio

Il pessimo esempio di giustizia sportiva questa volta arriva proprio dal Canada. La vicenda della medaglia d’oro a Vancouver nel curling in carrozzina, Jim Armstrong, si è chiusa in questi giorni con la sentenza di riduzione della pena. Abbiamo più volte raccontato questa brutta storia nata nel 2011 con l’arresto del giocatore negli Stati Uniti condannato poi per importazione e spaccio di Viagra. Il tribunale americano aveva emesso una condanna a carico di Armstrong con una pena ai lavori sociali oltre che ad una ammenda di 30 mila dollari. Il tribunale della giustizia sportiva di Toronto ha solamente riconsiderato la condanna al fermo dell’attività sportiva di 18 mesi per aver trovato Armstrong positivo al doping. Ricordiamo che questa condanna sportiva era stata comunicata all’atleta in Corea alla vigilia dell’inizio gare del Mondiale wheelchair. Proprio in quella occasione, nell’articolo di quei giorni, a noi era sembrato strano che il team Canada fosse arrivato in Corea con 7 atleti (cosa non consentita dal regolamento). Dopo il fermo di Armstrong tutto è stato più chiaro come era anche evidente che la Federazione canadese era stata informata sulla sentenza in arrivo. Comunque sia da oggi Jim Armstrong, con una pena ridotta a 8 mesi, può ritornare sul ghiaccio e riprendere la preparazione che lo vedrà skip della Nazionale wheelchair del Canada alle prossime Olimpiadi di Sochi 2014. Di conseguenza l’atleta canadese potrà accedere anche ai contributi economici per la preparazione sportiva preolimpica a tempo pieno. Non ha importanza chi sei e come vivi, porta dalle Olimpiadi una medaglia d’oro e tutto ti sarà perdonato. Il codice etico e morale di comportamento vale per tutti gli atleti del mondo ma non per i canadesi.

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