E’ serenamente mancata European Curling Federation (1975 – 2012)

A Karlstad durante gli Europei si è svolta l’Assemblea Generale Annuale della Federazione Europea del Curling (ECF). Quanto è stato deciso non è cosa di poco conto perché hanno decretato la fine della Federazione Europea. Nonostante il peso e la gravità della notizia gli europei, in questo momento, sembrano maggiormente concentrati allo shopping di Natale. Sulle ragioni che hanno portato a questa estrema decisione il Presidente Olli Rissanen, e tantomeno la sua segreteria, non danno spiegazioni. Aderiscono al silenzio anche tutti i rappresentanti dei Paesi che sino ad oggi ne hanno fatto parte. Sono le azioni poli-economiche attuate da chi ci rappresenta che troppo spesso dimentica di dover rendere conto anche agli atleti.

La sua storia

La ECF è nata dal pensiero di quel signore di Ginevra che si chiamava Jean Schild. Era il novembre del 1974 quando Schild impostò questa idea. Pochi mesi dopo (marzo 75) Jean Schild la portò in discussione nell’Assemblea ICF (attuale WCF) che da subito la ritenne valida dando l’immediata delibera alla sua costituzione. Nel dicembre dello stesso anno (1975) a Megève veniva organizzato il primo Campionato Europeo della European Curling Council (con questo nome fa il suo esordio ECF). Alla prima edizione dell’Europeo francese partecipano 6 Nazioni: Svizzera, Svezia, Germania, Francia, Italia e Norvegia. La nomina a Presidente sarà offerta di diritto a Jean Schild. In questi primi anni i presidenti ricoprirono mediamente per 24 mesi l’incarico. Scorrendo rapidamente le pagine di questa storia è doveroso ricordare un’altra importante figura, Eric Harmsen. Un olandese che divenne Presidente ECF dal 1983 al 1988. Con Eric Hamser il nome della Federazione cambiò nell’attuale European Curling Federation. Da subito l’impegno di ECF, come già accennato, era finalizzato all’organizzazione del Campionato Europeo. Poi, dal 2005 con la prima edizione di Gavle (Svezia), organizzarono anche  il Campionato Europeo misto e, a seguire, il Challenge junior Europeo valido  per la qualificazione ai Mondiali di categoria. Avvicinandoci adesso ai giorni nostri parliamo della Presidenza di Andrew Ferguson Smith di Andorra eletto, dopo alcuni anni passati a fare esperienza nel ruolo di Vice Presidente, a capo della Federazione nel 2008. Questa di Ferguson sarà una Presidenza seriamente tormentata nei rapporti tra ECF e WCF. Un tormento che ha il suo culmine nell’Assemblea indetta in Danimarca in occasione dei Mondiali donne 2011. L’azione scelta dai rappresentanti delegati sarà quella di far mancare il numero legale con numerose assenze. Tutti sapevano che  Ferguson avrebbe presentato il progetto di realizzazione un nuovo impianto del curling a Champery. L’opposizione in quella sede venne portata avanti con particolare enfasi dal rappresentante inglese Hew Chalmes che chiese ai presenti un voto di sfiducia verso il Presidente. Hew Chalmes, oltre a rappresentare la Gran Bretagna e l’Irlanda in ECF, è la figura incaricata da Royal Caledonian di tutelare lo sviluppo e l’attenzione sul Regno Unito nella World Curling Federation. Il risultato del voto decretò la sfiducia a Ferguson Smith. Il 14 giugno 2011 Ferguson rassegnò le dimissioni e da quel momento l’incarico passava al finlandese, sino al quel momento Vice Presidente, Olli Rissanen. Chiaro però da subito che Rissanen rimaneva privo di ogni autonomia ed avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di Caronte nel portare verso l’ultima spiaggia la Federazione Europea. Allo stesso tempo si dava a WCF fiato necessario per riorganizzarsi rimettendo a posto anche le problematiche no profit attualmente presenti legate alle leggi di diritto svizzero. WCF ha la sua sede per i fini fiscali in Svizzera e la sede operativa a Perth.

Tutto in WCF

I segnali che si arrivava alla chiusura di  ECF erano già chiari e forti nello scorso aprile in occasione della riunione WCF di Basilea per i Mondiali uomini. A Basilea la Commissione di Governance, creata ad hoc per riprendere il controllo sulla dissidente ECF, e presieduta dal canadese Graham Prouse, presentò la stesura di un primo lavoro dal titolo molto eloquente: “To create and maintain a robust organisation which maximises the potential of curling”. Poi l’ultimo capitolo è stato scritto in Scozia lo scorso ottobre nell’assemblea WCF. In quella sede la World Curling Federation ha ufficializzato la volontà di ridefinire il proprio organigramma pensando alla nomina di 3 Vice Presidenti ognuno dei quali responsabile del controllo organizzativo di un Continente. Queste figure dovranno creare e dirigere a loro volta delle commissioni di gestione continentali. E’ sin troppo evidente che si tratta di un clone dell’attuale ECF e la stessa cosa si può dire anche per quella di riferimento dell’Asia e Pacifico. Oggi, prima che il suo cuore smetta di battere, il sito della Federazione Europea di curling ha pubblicato un comunicato in cui informa che dal 1 gennaio 2013 la Federazione Europea verrà annullata cedendo, con effetto immediato, l’incarico di organizzare gli Europei ECC e il misto EMCC, così come il Challenge junior ed ogni altra forma operativa, alla WCF. Il testo completo del comunicato potete trovarlo sul sito ECF.

Riflessioni

Su tutta questa vicenda sinceramente fatico ad essere ottimista. Se non verrà riscritta la Costituzione WCF, la gestione potrebbe vivere di un immobilismo allarmante. Si pensi ad esempio che attualmente gli amministratori e i Vice Presidenti WCF possono essere riconfermati per 3 mandati ognuno di questi della durata di 4 anni. Ma se un Vice Presidente ha assunto anche la carica di Presidente i mandati a sua disposizione raddoppiano. In teoria qualche rappresentante di spicco in WCF potrebbe rimanere incollato alla sua poltrona anche per 24 anni. E il livello di pessimismo sale se consideriamo come si applicano le capacità di voto. WCF segue la regola che da più voti e quindi più potere a chi ha il maggior numero di tesserati. Se  consideriamo che il 90% al mondo di tesserati sono canadesi, mentre un altro 6% è rappresentato dai  tesserati dei Paesi con buoni numeri (Stati Uniti, Giappone, Svizzera e Scozia) il resto del mondo sarà rappresentato da una quota del 4%. Ogni Nazione Europea, che rientra in questa ultima percentuale, ha una considerazione che inevitabilmente tende allo zero. Solo un valore espresso per Europa unita può riportare ad un minimo di riequilibrio.

Una risposta a "E’ serenamente mancata European Curling Federation (1975 – 2012)"

  1. Fabrizio ha detto:

    Di fatto, già oggi molto di ciò che organizzava la ECF veniva, di fatto, gestita dalla WCF. Si pensi ad esempio alla logistica, all’impiantistica, ai diritti TV (il logo che compare in basso a sinistra in tutte le immagini trasmesse negli ultimi europei era quello della World). Non credo che le cose cambieranno molto, visto anche come è stata gestita la ECF fino ad oggi. Vedo nella WCF un maggiore potenziale dirompente e quanto di buono sta facendo per promuovere il curling in varie nazioni europee, soprattutto quelle dell’est europeo, dimostra che anche la WCF ci tiene, e non poco, al suo pubblico europeo. La presidente, non dimentichiamolo, è Kate Caithness, scozzese. Io sono ottimista 🙂

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