OQE 2013 Challenge: Torniamo a casa per pensare

Con l’ultima partita di oggi contro la Germania si conclude il nostro triste challenge olimpico. Persa anche questa ultima gara 7 a 2 ma poco importa. Non pensiate che Andrea Schoepp abbia fatto chissà quale esibizione per vincere questa partita. Con lo stato d’animo odierno delle nostre ragazze batterle, per qualsiasi squadra avversaria, era facile e crudele come rubare il gelato ad un bambino. Il challenge a questo punto prosegue con le fasi finali. Cina e Giappone, in testa alla classifica, sono pronte a sfidarsi domani (ore 8,30) e chi vince va a Sochi. Per la perdente ci sarà ancora l’opportunità olimpica giocando contro la vincente di oggi tra Norvegia e Germania. La Cina ha concluso con 6 vittorie, Giappone 5, Germania e Norvegia 3, Lettonia e Rep. Ceca a casa con 2 vittorie e l’Italia senza risultati.
Come ho scritto nel titolo, tornare per riflettere perché c’è tanto da ragionare sul futuro. Da oggi ritengo che sia corretto aprire un ragionamento su quello che è stato e su quanto, invece, poteva essere. Credo che farlo prima sarebbe stato come somministrare un veleno camuffato in farmaco. Nulla da dire alle nostre ragazze. Fuori dai nostri confini hanno ancora bisogno di tempo ed esperienza per ottenere dei risultati. Tutti sono coscienti di questa verità compresi i dirigenti di Pinerolo. Non poteva di certo essere questa l’occasione per maturare l’esperienza che ancora manca. Anche quella flebo di maturità e di malizia che era stata somministrata negli europei ha bisogno di tempo per creare dei forti anticorpi nel sangue. Ma nel mondo del curling arrivano i giusti segnali che nelle occasioni che contano le divise del club non devono più contare e si deve solo pensare a raggiungere l’obiettivo come nazione. E se parlo di esempi, nel mondo, la mente torna alle Olimpiadi del 2006 quando il team di Brad Gushue aveva inserito in squadra l’esperto Russ Howard. Questa scelta ormai di frequente si viene a ripetere in Canada, vedi ad esempio quest’ultima selezione olimpica dove lo stesso Brad Gushue, escluso con la sua squadra, è entrato a giocare con il team di Kevin Martin. Nell’ultimo europeo sicuramente qualcuno tra voi avrà notato che la Svizzera maschile di Sven Michel aveva portato in squadra Benoit Schwarz. Così come per la Scozia, pensando all’obiettivo olimpico, da alcuni anni sono riusciti a far convivere leader del calibro di David Murdoch e Tom Brewster. Da noi sorvolando sulla triste esperienza nell’Europeo di Fussen 2007, scelta obbligata ma a braci ancora accese del dopo Olimpiadi di Torino, credo che l’unico esempio si chiami Giorgio Da Rin vuoi per bravura ma sicuramente anche per il suo carattere e disponibilità. Chiudiamo quindi anche questo capitolo tutti, usciamo da questa esperienza con le ossa rotte. Mi piace pensare a questo momento come un passaggio di esperienza.

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