Momenti di gloria, Veronica Zappone

Vive a Volvera a metà strada tra Torino e Pinerolo. Vent’anni. Frequenta il secondo anno di giurisprudenza e, giustamente, tanti sogni nel cassetto. Nel settembre 2007 scopre il curling stimolata dalla sua insegnante di educazione fisica di allora che oggi è il suo allenatore. Per il curling è stato subito amore. Una scelta di cuore ben sapendo che di curling non si vive e si va avanti solo se disposti a grandi sacrifici. Se poi arriveranno dei risultati saranno condivisi solo da un piccolo gruppo di appassionati e amici. E tutto questo deve bastare per aver voglia di continuare.
Al suo ritorno dalla Finlandia riesco a contattarla telefonicamente e Veronica Zappone è molto gentile e disponibile nel concedermi questa intervista. Premetto che da molti anni, seguendo il curling, ho avuto modo di intervistare molti giocatori a volte anche professionisti ma alcuni di questi nei rapporti con i media non si sono dimostrati abili come sul ghiaccio. Anche in questo Veronica ho sentito che è skip. Leader di un gruppo di cui fa parte. Determinante al 100% nel metterla in condizione di piazzare al meglio le ultime due stones. Per questa ragione usa solo ed esclusivamente il plurale cosciente di essere una parte del meccanismo di una macchina che al Challenge Europeo si è espressa al meglio vincendo la medaglia d’oro e la qualificazione ai prossimi Mondiali junior.
Domanda: Veronica complimenti per questo risultato. Raccontami come è stato il rientro.
Risposta: Grande felicità. Scese dall’aereo abbiamo trovato le nostre famiglie ad attenderci ed è stata una festa. Anche la comunità di Buttigliera, con il suo sindaco, hanno voluto darci il benvenuto [2 componenti della squadra sono di Buttigliera, ndr]. Fiori e una semplice ma importante celebrazione della nostra vittoria. Nei prossimi giorni anche il Comune di Pinerolo ha organizzato un evento per tutte le eccellenze pinerolesi dello sport e siamo state invitate.
Domanda: Anche nel 2011 avevi partecipato al Challenge Europeo conquistando la medaglia di bronzo ma ancora non giocavi da skip. Come impegno e stanchezza dimmi qualcosa tra il Challenge di allora e quello di oggi.
Risposta: Ovviamente negli altri ruoli la stanchezza è molto fisica mentre per uno skip è più mentale ma tutti i ruoli sono determinanti se si vuole vincere.
Domanda: Come è avvenuto il tuo passaggio al ruolo di skip?
Risposta: Circa 2 anni fa quando la squadra junior ha dovuto rinunciare alla skip di allora Laura Gualtiero. Nella squadra abbiamo discusso tra noi chi potesse ereditare questo ruolo ed il gruppo ha voluto che fossi io. Abbiamo poi comunicato questa nostra scelta al tecnico che l’ha totalmente condivisa. Credo che sia determinante essere riconosciuti nel ruolo di skip da tutto il gruppo diversamente non si può giocare a buoni livelli.
Domanda: Parliamo di questo Challenge. Qual è stata la gara più difficile?
Risposta: Se si va a vedere l’andamento delle partite potrebbe sembrare la prima di esordio contro la Turchia. Ma quella è stata una gara gestita bene dalle nostre avversarie solo fino al 5º end (al termine del 4º la Turchia era in vantaggio 5 a 1) poi sono crollate. Se proprio devo trovare una gara difficile io direi quella contro l’Estonia con una vittoria per noi raggiunta solo all’extra end.
Domanda: Come rapporti personali e dell’ambiente è più gradevole l’Europeo senior o quello junior?
Risposta: C’è sempre poco tempo in ogni importante competizione per creare rapporti personali. I momenti più lunghi sono quelli in gara sul ghiaccio e devo dire che nel senior è stato un gran piacere giocare con squadre come la Svezia e la Svizzera. Sicuramente tutta la mia squadra concorda con me che è stato anche un piacere perdere contro queste squadre. Sempre educate, rispettose dell’avversario e brave nel gioco veramente tanto brave.
Domanda: Veniamo alle questioni di casa nostra. Ho visto che non intervenite mai in internet quando si apre una discussione che inevitabilmente vi vede coinvolte. Le leggete ed avete scelto di non partecipare o cosa?
Risposta: Sì leggiamo ma solo quando non sono giornate di gara. In quei momenti abbiamo preferito non aprire internet per mantenere la concentrazione. Poi dopo a cose finite si fa sempre in tempo a leggere. Su come la pensano gli altri che dire… tutti hanno il diritto di avere una propria opinione e di scriverla. Per noi l’importante è giocare bene e possibilmente vincere. Qualsiasi cosa avessimo da dire non serve. E’ solo utile quello che si ottiene sul ghiaccio.
Domanda: Perdonami se insisto sul tema ma vorrei sapere cosa ne pensate in merito a quanto si è letto sul fatto che il challenge olimpico non vi spettava mentre era giusta la vostra partecipazione all’Europeo senior.
Risposta: Noi siamo solo giocatrici e non sta a noi prendere queste decisioni. Ci sono delle regole e sono state applicate. Ripeto noi dobbiamo solo pensare a giocare. Aggiungo che anche per noi è stata una sorpresa. Alle finali per il titolo italiano avevamo un solo obiettivo arrivare seconde. Ma è arrivata la vittoria per noi inaspettata e le disposizioni federali a quel punto dicevano che a noi spettava la partecipazione sia all’Europeo che al Challenge. Ma ripeto noi pensiamo solo a giocare.
Domanda: In questa edizione le Universiadi erano in concomitanza con il challenge olimpico ma in futuro vi interessa anche questa esperienza?
Risposta: Assolutamente sì. Chi ci ha giocato mi racconta di un ambiente simpatico interessante una bella esperienza. Come gruppo nel suo insieme dobbiamo però attendere che si avvicinino al percorso universitario anche Elisa (Patono) e Angela (Romei) che al momento stanno completando le superiori.
Domanda: Un ultimo pensiero positivo su questo oro quale può essere?
Risposta: Non possiamo dimenticare i complimenti ricevuti al termine della gara contro la Polonia. Il loro tecnico si è avvicinato a noi e, stringendoci la mano, ha detto che era stato un piacere per la Polonia perdere contro di noi. Ma anche il grande dispiacere della squadra ungherese che per il secondo anno consecutivo hanno perso la finale e quindi la partecipazione al Mondiale junior. Si erano preparate molto bene per ottenere la vittoria. Ma anche le ragazze ungheresi alla fine si sono complimentate con noi.
Domanda: Sul podio al momento di ricevere la medaglia i pensieri erano maggiormente rivolti alla rabbia per le delusioni passate o felicità per il momento?
Risposta: Solo felicità per quel momento nessun altro pensiero. Aggiungerei che se a questo challenge è arrivato l’oro è proprio grazie all’esperienza fatta sia a Stavanger che a Fussen e questo lo sentivamo nella testa e nelle gambe.
Domanda: Un’ultima domanda. Qual è il tuo modello ideale di donna skip che hai visto giocare?
Risposta: A dire il vero io amo tantissimo il curling maschile. Quando posso rivedo tantissime partite degli uomini. Credo che nelle strategie di gioco trovo maggiori spunti altre visioni che ovviamente non sono al femminile.
Tra tutti ammiro immensamente lo skip della Svezia Niklas Edin e se devo dare una preferenza al femminile direi che anche la squadra svedese femminile ha tutta la nostra ammirazione.

Grazie Veronica e ancora auguri per questo risultato.

2 risposte a "Momenti di gloria, Veronica Zappone"

  1. alberto menardi ha detto:

    Salve , ringrazio Veronica che ha ribadito un concetto a me caro : ci sono delle regole e vanno rispettate . Allora la mia domanda semplice è : perchè siete andate voi al challenge europeo invece che il tofane , detentrice del titolo italiano junior stagione 2013 ….? mistero …
    Quando si predica bisogna essere anche coerenti nel raccogliere …..siate oneste …
    Comunque mistero molto facile da scopriere … cercate lo “sponsor” delle ragazze e risposta vi verrà data .
    Sponsor …che è la rovina del movimento ….
    Alberto

  2. Michele Valgrand ha detto:

    Alberto,
    la domanda devi porla alla federazione (che in questa vicenda merita la effe minuscola), come so bene hai fatto più e più volte, non certo alle ragazze del 3S. Non spettava nè a loro nè al Tofane dirimere questa complicata contesa ma alla FISG. Ribadisco pubblicamente quanto già detto in privato: è incredibile per non dire altro che la federazione, a domanda precisa e legittima, non abbia dato e non dia una che sia una risposta! E’ doveroso che risponda alle istanze delle società e degli atleti che rappresenta, quand’anche fossero richieste prive di fondamento (e questo non pare il caso).

    Se posso, però, aggiungo che non comprendo l’astio che traspare dai tuoi ultimi recenti commenti nei confronti della nazionale, che sia quella maggiore o quella junior è lo stesso. Oltre a non fare onore a te o alla società che rappresenti, è tutto il contrario di quanto in via confidenziale (cosa che pertanto mi vieta di darne notizia dettagliata qui) hai comunicato a Curling Italia. Una soluzione, da galantuomini, l’avevi prospettata e così come a noi pareva la cosa migliore da fare, ne sono certo, avrebbe ricevuto il plauso di tutto il movimento. Non è sicuramente colpa di un team, o di una società, o persino del responsabile di settore, se la FISG, per quanto a noi noto alla data attuale, in base alle comunicazioni che ci hai gentilmente inoltrato in cc, non ti ha degnato di un riscontro. La tua è una protesta sacrosanta ma va indirizzata ai più alti livelli federali secondo il mio modestissimo parere, sicuramente non agli atleti che sono sì il fulcro del nostro sport ma si sentono troppo spesso, purtroppo, anche l’ultimo degli ingranaggi del movimento.

    Sappi che qualsiasi news avrai in merito, se mai ne riceverai, troverà per quanto possibile spazio su CI come è giusto che sia.

    Ciao

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