Olimpiadi in TV qualcosa e non per tutti

Mancano poco più di 24 giorni all’inaugurazione delle Giochi Olimpici di Sochi 2014. Per gli appassionati italiani di curling non è una attesa particolarmente stressante perché sappiamo bene che l’Italia non ci sarà. Come sportivi però siamo come tutti molto interessati a seguire anche le altre discipline ma, cosa già avvenuta per Vancouver 2010, la televisione pubblica ha preferito rinunciare a questo servizio. Le ragioni sono risapute. Una richiesta di soldi esorbitante da parte del Comitato Olimpico che ha visto disponibile all’acquisto dei diritti Sky e non la nostra televisione di Stato. E dire che con la legge 8/99 dell’Autorità Garante delle Comunicazioni, appunto nel 1999, si andava definire il diritto alla visione di questo evento. Però nel 2012 alla legge citata veniva apportata una modifica che permetteva ad aziende private di acquistare i diritti garantendo comunque alla RAI un pacchetto di 100 ore per offrire in chiaro a tutti almeno parte dell’evento Olimpico. Ma anche a questa seconda modifica di legge nel frattempo la nostra amata politica ha pensato bene di apportare ancora qualche ulteriore delega alla legge. Anche queste 100 ore di libero servizio non necessariamente devono essere ad appannaggio della Televisione di Stato ma eventualmente anche queste ad una televisione privata che abbia però almeno 80% di copertura del territorio nazionale. Nei mesi scorsi Sky ha quindi potuto aprire dei tavoli di trattativa commerciale per la vendita di queste 100 ore. In un primo momento per le reti Mediaset aveva dimostrato interesse Italia Uno che ha però preferito, all’ultimo, rinunciare. Il risultato finale sarà quindi una Olimpiade Invernale totalmente gestita da Sky con tutte le dirette e le 100 ore in chiaro sul suo canale Cielo. Alla Rai solo brevi sintesi degli eventi fondamentali trasmessi dalle ore 23 alle 24. In tutta la vicenda non ritengo che si debba dare un giudizio negativo verso queste televisioni private che fanno semplicemente il loro mestiere ma al Comitato Olimpico a mio avviso colpevole di organizzare un evento sociale mondiale per tutti per poi venderlo a caro prezzo alla visione di pochi.

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