Dopo Las Vegas il curling è pronto al cambiamento

Con le gare di domenica la Continental Cup a Las Vegas è terminata. Per la cronaca ha vinto il Team Nord America con 35 punti contro i 25 conquistati dal Team Resto del Mondo. Ma non è questo l’aspetto interessante che emerge dal dopo Las Vegas. Il grande successo televisivo, ma in particolare di pubblico presente all’Arena Casinò Orleans, chiedono alla World Curling Federation di dedicare una profonda riflessione sul futuro del curling. Con 51.215 presenze, dal giovedì 16 alla domenica 19, è stato battuto il record storico che apparteneva ad una competizione di curling del 2004 a Medicin Hat (42.317), e non parliamo solo di un confronto con altre Continental Cup ma anche di Mondiali, Brier e Olimpiadi. A Las Vegas il curling è stato portato e presentato con il consueto alone di tradizionalità ma tutto intorno lo stile e l’immagine dello show e del divertimento di Las Vegas hanno inevitabilmente preso il sopravvento. Oggi Warren Hansen, responsabile della gestione dell’evento per la Canadian Curling Association, gongola nelle interviste rilasciate a tutti i giornali americani. Hansen non nasconde la sua grande soddisfazione per come è stata apprezzata questa edizione della Continental Cup dichiarando da subito che si ritornerà presto a giocare da queste parti. Per la prossima edizione 2015 è ormai sicuro il ritorno della Continental in Canada e precisamente a Calgary, adesso su questa scelta in molti, se potessero, avrebbero un ripensamento. Per di più, sei settimane dopo la Continental Cup, sempre a Calgary, si giocherà il Brier e forse 2 eventi così importanti sembrano troppi. Ma così ormai è stato deciso e si pensa già al 2016 per riportare il curling della Continental nelle capitali del gioco e delle scommesse. Potrebbe essere nuovamente Las Vegas ma ci sono particolari insistenze per portarla a Reno o a Tucson dove è stata costruita una nuova Arena con 9 mila posti pronta ad ospitare questo evento. Anche nella formula si vocifera che l’organizzazione, sempre per il 2016, stia immaginando di non invitare più, come squadra avversaria del Team Nord America, atleti europei ma vorrebbe chiamare alla Continental un gruppo composto solo da asiatici (Cina, Giappone, Corea del Sud). Anche su questo aspetto pare evidente come nelle scelte debba necessariamente prevalere l’interesse economico. Sì il curling è una bella cosa ma una società, sponsor di questo evento, come la Financial Group adesso vede ben altro. Se subentrano interessi di mercato economico l’Europa non può certo competere. Teniamoci strette le cornamuse.

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