Olimpiadi di Sochi -15

Il clima di attesa per la cerimonia di inaugurazione del 7 febbraio (su canale “Cielo” dalle ore 17) è sempre più caratterizzato dalla preoccupazione di eventi terroristici che, come avvenuto in passato, potrebbero mettere a rischio l’incolumità degli atleti e del pubblico. La notizia delle e-mail minacciose inviate al CONI italiano così come a quello Ungherese e Sloveno hanno continuato ad alimentare queste preoccupazioni. Ieri in una nota il capo ufficio stampa del Comitato Olimpico Emmanuelle Moreau ha cercato di portare la calma ricordando tutta una serie di misure speciali di protezione adottate dal sistema di difesa della Russia. Sicuramente per queste misure i primi a patire delle pesanti limitazioni saranno proprio gli atleti stessi così come i turisti al seguito. E’ già praticamente impossibile inviare per posta scatole o pacchi destinati all’area olimpica. I controlli di imbarco sugli aerei saranno severissimi. Vietati contenitori con liquidi di qualsiasi genere, vietati i prodotti d’igiene e gel. Permessi i medicinali se accompagnati dalla ricetta del medico. Sicuramente cruda ma realistica la dichiarazione del tecnico della nostra nazionale di sci Claudio Ravetto che in una intervista ha dichiarato che per gli atleti, e gli accompagnatori tecnici al seguito, si prospettano delle Olimpiadi da reclusi in una prigione. E’ di certo uno stato d’animo che preoccupa per come potrà condizionare il rendimento degli atleti. Intanto ha fatto anche discutere la notizia che gli Stati Uniti si stanno organizzando per portare navi e aerei sul Mar Nero pronti ad intervenire nel caso in cui sia a rischio l’incolumità della delegazione americana. A questo sistema di difesa si aggiunge anche la protezione dedicata agli atleti americani impegnati nelle gare di Sci e Snowboard messo in atto dalla società privata Global Rescue di Boston. Questa società di sicurezza ha già garantito i suoi servizi a partire dalle Olimpiadi di Torino 2006 e a Vancouver 2010. Il Ceo della Global Rescue ha presentato il piano di sicurezza che prevede la presenza in Russia di alcuni aerei pronti all’evacuazione degli atleti americani. Ma sembrerebbe che questo servizio non è esteso a tutta la loro delegazione ma solo agli atleti (da loro definiti) di elite dello sci.
Infine tra i tanti che hanno detto la loro sul tema c’è anche la voce di un autorevole esperto di sicurezza in Russia il professor Marco Galeotti della New York University. Marco Galeotti ha detto che il rischio di attentati è molto contenuto perché il sistema di sicurezza russo ha impiegato immense risorse a garanzia che tutto si svolga senza problemi. Si parla di un investimento che ha toccato i 2000 milioni di dollari in uomini e sistemi di sicurezza. Non esclude però che gli attentati nei giorni di Olimpiade possano essere messi in atto in altre zone della Russia meridionale. Questa notizia di certo comunque non ci conforta.

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