WMCC 2015 La Finale: Norvegia – Svezia

Svezia – Canada. Tutti i commenti e le previsioni davano per scontata una finale tra Norvegia e Canada senza quasi mai pensare che era in gara anche un serio terzo incomodo che si chiama Niklas Edin e la sua squadra svedese. In tre ore di gara contro la Svezia i sogni canadesi, di arrivare alla finale, sono volati via. Subito la Svezia ha dato pesanti segnali che era in pista per vincere e non per dare più risalto alla gloria del Canada. Al contrario già nella stone del primo end Pat Simmons, con un liscio, aveva impensierito il suo pubblico su come sarebbe finita la serata. La Svezia alla pausa del 5º end era già in vantaggio (5-2) continuando a fare punti, con mano rubata, anche nel 6º end. A seguire un 7º end a mani nulle utile al Canada per mantenere l’ultimo sasso. Nell’ottavo Pat Simmons si accontenta di chiudere con un solo punto. Nono end ancora a mani nulle ma la vittoria per la Svezia è ormai nell’aria. Al decimo, con gli svedesi in vantaggio 6 a 3 (e con l’hammer a favore), non c’è più speranza per il Canada. Risultato finale Svezia 6 – Canada 3.

Domenica 5 aprile: Il programma di oggi vedrà la finalina per il bronzo (ore 15 italiane) tra Canada e Finlandia. Alle 21 (italiane) il confronto tra Norvegia e Svezia per il titolo Mondiale. Si ripete quindi la stessa finale del 2014 in Cina tra Norvegia e Svezia vinta dalla Norvegia. Ma, rispetto al 2014, c’è un dettaglio da tenere in grande considerazione, questa volta c’è Niklas Edin a comandare per la Svezia che, con la vittoria contro il Canada, ha mandato un messaggio chiaro a Ulsrud. La partita è tutta da giocare.

I fuori programma: Anche questa sera allo Scotiabank molto pubblico (circa 4mila) per un numero di spettatori che per tutti i giorni del Mondiale ha raggiunto le 45 mila presenze. Soliti intermezzi, alle pause di ogni end, chiassosi con corsa di macchinine sul ghiaccio e baci tra le coppie sugli spalti inquadrate, in un cuore, al megaschermo. Si divertono così. Come già anticipato nel precedente articolo nella pausa lunga,dopo il 5º end, premiazioni con Russ Howard al microfono per la gioia di tutti e anche per il nostro Andrea Pilzer che nella scheda di presentazione ha indicato proprio in Russ Howard il suo Eroe Sportivo.

Canadesi delusi ma neanche tanto: Il pubblico ad Halifax ha lasciato gli spalti logicamente deluso. Ma è anche vero che questo Canada non è mai stato amato da molti canadesi. Per tanti appassionati  la vittoria al Brier era nata solo da una infinita serie di casualità e di fortuna. Personalmente ritengo che tanta ostilità sia emersa dalla scelta di inversione dei ruoli, avvenuta proprio nel Brier, tra John Morris e Pat Simmons. I canadesi in primis amano lo skip e poi tutta la squadra. Ma vogliono mitizzare la figura del capitano. Su questa storia hanno ricamato in tanti prima e durante il mondiale. Domenica scorsa sul numero del giornale del Mondiale “Eye Opener”, distribuito all’interno dello stadio del ghiaccio, è stato pubblicato un articolo a firma Terry Jones che sulla questione dava un vero colpo basso. Il titolo diceva “Avremmo dovuto chiamare Martin” e a supporto del pezzo una foto di Kevin Martin. Per chi non segue con costanza il curling aggiungo che John Morris ha giocato da third per Kevin Martin per diversi anni e con lui ha conquistato anche la medaglia olimpica nel 2010. Nella passata stagione Martin decise di smettere e John Morris ricreò una sua squadra, appunto questo Canada di Halifax, ricoprendo il ruolo di skip. Poi nel Brier la scelta di ritornare a giocare come third. Su questa decisione l’articolo riporta un commento sicuramente forte di Kevin Martin che dice su Morris: “Non ha avuto la giusta personalità per fare lo skip“. Morris non ha voluto replicare aggiungendo che di quel giornale ha letto solo il titolo e non leggerà mai tutto l’articolo. Poi ancora “Con Martin non siamo grandi amici ma non abbiamo un brutto rapporto. Abbiamo fatto grandi cose insieme e sono sicuro che tra noi c’è un rispetto reciproco”. 

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