Aspettando il Mondiale: Jamie Bourassa il Principe del ghiaccio

Domani, alle 16 italiane, le Nazionali impegnate nel Mondiale femminile 2016 scenderanno sul ghiaccio dell’Iplex di Swift Current ma sino al quel momento il vero padrone in pista è il capo tecnico del ghiaccio Jamie Bourassa. Sono 39 anni di mestiere per Jamie. Figlio d’arte, già da bambino guardava il padre intento a preparare le piste da hockey. Da molti anni WCF chiama Bourassa quando l’evento è veramente importante. Una media di 7/8 eventi a stagione. Per questo impegno il nostro ice maker è chiamato anche a lunghe trasferte fuori dal Canada come è stato per Sochi 2015 in occasione del Mondiale di Doppio Misto. A Swift Current Bourassa ha ricevuto le chiavi dell’impianto domenica scorsa dopo l’ultimo impegno con la partita di hockey della squadra locale. Da quel momento è stato un susseguirsi di inondazioni della pista e poi Jet Ice per uniformare il bianco ghiaccio e poi ancora posa delle dima degli sponsor e colore per le house e tanta acqua a coprire. Da quel momento è iniziata l’infinita operazione di rasatura su e giù sui vari rink e ancora su e giù con una attenzione maniacale in tutti i punti delle piste. Ma in queste ore Jamie Bourassa ha trovato il tempo anche per rendersi disponibile a qualche intervista. Solitamente gli ice maker non sono persone molto loquaci e tantomeno disposte a conversare sui segreti del mestieri ma, almeno in questa circostanza, Jamie ha dimostrato molta disponibilità e qualche cosa, rispetto al tradizionale silenzio, è venuta fuori: “In questi momenti di preparazione bisogna sempre essere consapevoli su quello che accade con un controllo costante della temperatura dentro e fuori dal palaghiaccio. Come al solito mi impegnerò a creare un ghiaccio con un tempo di scivolamento dello stone da hog a hog line almeno di 14,5 secondi e con 4 piedi di curl. So che questo può essere uno standard mediamente gradito da tutti gli atleti in gara. Con l’aiuto dei miei ragazzi assistenti volontari stiamo facendo un ottimo lavoro. Anche le stone sono state seppiate per migliorare il grado di scivolata. Parlo tranquillamente anche di questa operazione ma solo in questi ultimi anni questa preparazione si fa pubblicamente. Per molto tempo non è stato così. Questa dello scartavetrare le stones noi ice maker professionisti l’abbiamo appresa dal grande Shorty Jenkins che è stato un padre per i tecnici della nostra generazione. Ma Jenkins amava fare questa operazione sempre in una stanzetta appartata e lontana da occhi indiscreti. Le cose cambiano e adesso anche questo momento rientra nelle procedure normali e pubbliche del nostro lavoro. Comunque un po’ tutta la tecnologia è migliorata dandoci un grande aiuto. Dai purificatori dell’acqua all’uso di inchiostri nati per questo uso sul ghiaccio così come con la precisione delle macchine rasa ghiaccio di ultima generazione. Ovviamente fuori dal Canada mi può capitare che qualcosa manchi e quindi bisogna aggrapparsi all’esperienza ricordando come si faceva negli anni passati. Qui a Swift Current ho avuto il massimo della collaborazione e ho tutto quello che serve a mia disposizione. Ci vuole di certo sempre tanto mestiere perché, come nel caso delle rasa ghiaccio, non sono tutte uguali. In qualche modo posso dire che ognuna ha la sua personalità ed è proprio questo che devo sapere fare: conoscerle per poterle usare al meglio. Adesso dite pure alle squadre di prepararsi che qui ormai ho quasi finito. Tra poco tocca a loro dare spettacolo.”

Una risposta a "Aspettando il Mondiale: Jamie Bourassa il Principe del ghiaccio"

  1. […] Un grande esperto di cui in passato, in occasione del Mondiale donne di Swift Current 2016, avevamo già tracciato un profilo. Jamie Bourassa di frequente è chiamato per garantire un buon ghiaccio ai grandi eventi. La […]

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