Franco Zumofen: I miei 50 anni per l’Italia del curling (segue)

E poi ancora…

Zumofen5Wheelchair 2003. In Italia nessuno praticava questa specialità.
Il Comitato Paralimpico Internazionale era molto ben disposto ad accogliere il wheelchair fra gli sport paralimpici ma dovevano essere perlomeno 8 le nazioni riconosciute dal CIO interessate all’evento (in quel momento 7 nazioni erano già idonee con le documentazioni). Si doveva costruire una squadra in Italia ed avevamo 60 giorni di tempo. E’ stato grazie ad Andrea Tabanelli, che in quel periodo fungeva da Segretario Generale del Comitato organizzatore dei Campionati Europei di Courmayeur, e con il fattivo aiuto di Maino Mauro, che si riuscì a creare una squadra e farla riconoscere in tempo prima dal CIP e dopo da IPS. Le nazioni erano finalmente 8 e dopo un anno circa IPS/CIO riconobbe il Wheelchair Curling come Sport paralimpico. Il debutto ufficiale fu alle sue prime Paralimpiadi nel marzo del 2006 a Torino/Pinerolo. Bravo Andrea Tabanelli, gran parte del merito è tuo.

claut_2006Nel febbraio 2005 come test event per le Olimpiadi a Pinerolo vengono organizzati i Campionati del Mondo Junior maschili e femminili. Poi gennaio 2006 Campionati Europei Mixed a Claut.
Febbraio 2006 Pinerolo/Torino GIOCHI OLIMPICI INVERNALI, apoteosi di pubblico allo stadio e autentico boom di ascolti delle trasmissioni TV. Partite commentate con stile e competente professionalità da Renato Negro in veste di speaker ufficiale della RAI. Sulla scia di questa esperienza, Renato, nel 2007 ebbe l’indovinata intuizione di creare un organo informativo online. Insieme ne parlammo per condividere questo nuovo progetto e nacque così CURLING ITALIA, oggi la fonte divulgativa nazionale più documentata su tutta l’attività del settore.

f2Ma tornando alle Olimpiadi, aggiungo che, grazie alla  visibilità televisiva, in Italia era esplosa una vera e propria curlingmania. Ovunque fossero delle piste disponibili queste erano sempre occupate da nuovi appassionati del nostro sport. Oltre alle piste presenti prima delle Olimpiadi, in seguito vennero predisposte delle piste negli impianti di Torino/Tazzoli, Sesto San Giovanni, Feltre, una lodevole iniziativa nacque sul ghiaccio polivalente del Paradise di Monsano (Ancona), poi ancora un impianto veramente completo e invidiato anche all’estero fu costruito a Biella. Però purtroppo dopo otto anni questo impianto ha dovuto chiudere. Un vero peccato. A Biella il curling ha perso una sua partita importante.

f3Sempre a seguito del successo olimpico, considerato che i lavori di ristrutturazione dello stadio Olimpico d’Ampezzo continuavano a procedere come programmati, cresceva anche la “voglia “ di organizzare i tanto attesi sospirati Campionati del Mondo a Cortina d’Ampezzo. Invogliato da un gruppo di amici cortinesi fra cui Massimo Antonelli, i fratelli Antonio e Alberto Menardi, Luigi Alverà Bissi e Gian Luca Lorenzi, e supportati degnamente dall’Amministrazione del Comune assieme a oltre  100 volontari pieni d’entusiasmo provenienti da ogni  parte d’Italia, venne chiesta alla WCF l’affido dell’organizzazione di questo importante evento già programmato per il mese d’aprile del 2010. La WCF accordò la richiesta, ma considerato che mancava ogni dettaglio tecnico sulle reazioni che il sistema di riscaldamento della nuova copertura stadio poteva generare, quasi quasi ci impose di organizzare nel 2009 i Campionati del Mondo Mixed Doubles in funzione di “Test Event”.

Così, a coronamento delle manifestazioni internazionali di curling pre e post olimpiche, al Comitato organizzatore WMCC 2010 venne concretizzata l’ambiziosa idea di far disputare la finalissima dei mondiali niente popò di meno che sul lago di Misurina su una pista perfettamente preparata. L’avvenimento venne doverosamente pubblicizzato dall’ufficio stampa dal Comitato Organizzatore e trasmesso da tutti i media aumentando notevolmente l’interesse che già ruotava attorno alla “partitissima”.
Inspiegabilmente (???) però il giorno della partita nessun atleta si presentò sul lago di Misurina. Cosa sia successo resta ancor oggi un mistero… si spera di poter conoscere un giorno la verità dell’intera vicenda… Chissà mai!
P.S. La finalissima si svolse  regolarmente all’Olimpico di Cortina tra il Team Canada di Kevin Koe e la Norvegia di Torger Nergard (terminò 9-3 per i canadesi). Ma questa è un’altra storia.

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