Le ultime pagine amare del diario Mixed Doubles : L’ultima gara contro l’Irlanda

Di Lucrezia Laurenti & Marco Pascale
Giovedì 21 aprile. Siamo giunti all’ultima giornata del Round Robin di questo mondiale. I conti sono fatti e sappiamo di dover necessariamente vincere contro la Serbia, alla prima partecipazione nel Doppio Misto, e contemporaneamente necessitiamo che l’Irlanda esca sconfitta dal confronto contro la Cina. La statistica è dalla nostra parte, ma sappiamo bene che nel Curling, e ancor più nel Mixed Doubles, la sorpresa è sempre dietro l’angolo. In mattinata consumiamo un’abbondante colazione e, come consuetudine, analizziamo la nostra precedente partita. Raggiungiamo quindi l’Arena per un pranzo leggero e iniziamo il nostro riscaldamento.
Giochiamo sul Campo C, il centrale, non molto popolare tra i giocatori. Qualcuno critica i sassi, qualcun altro il ghiaccio. Ne abbiamo sentite di tutti i colori, ma non vogliamo lasciarci influenzare più di tanto. Durante il practice abbiamo qualche difficoltà nell’individuare la corretta traiettoria per raggiungere il centro, il che si traduce in un LSD leggermente al di sotto dei precedenti. Facciamo comunque meglio della Serbia e ci aggiudichiamo l’hammer iniziale.
Purtroppo iniziamo malamente e l’accentramento di sassi nei 4 piedi conduce a un punto rubato dai nostri avversari. Innervositi ma determinati a reagire, giochiamo un’ottima seconda mano che ci porta a sfiorare il punteggio massimo di 6 punti. Ne portiamo a casa 5 e giochiamo aggressivamente la terza in cui, complice l’inesperienza dei nostri avversari,
rubiamo ulteriori 4 punti. Nel quarto end i serbi ricorrono al Power Play ma, nonostante un’ottima impostazione agevolata da qualche nostro errore, non riescono a concludere come avrebbero meritato e realizzano un solo punto. Rientriamo dalla pausa e il ghiaccio sembra essere cambiato più di quanto ci si potesse aspettare. Pertanto la quinta mano è sostanzialmente un’inguardabile esibizione di errori da parte di entrambe le formazioni, conclusa con un punto rubato dalla Serbia. Ricorriamo al Power Play nella sesta e controlliamo i nostri due sassi a punto fino alla conclusione, mancando tuttavia il piazzamento del terzo. Nella settima mano controlliamo i nostri punti senza prendere
rischi e riusciamo a rubare un altro punto, così che sul punteggio di 12 a 3 la controparte decide di dare la mano. Onore alla coppia formata da madre e figlio Stojanovic, spinta da una grande voglia di giocare nonostante la totale assenza di impianti nell’intera penisola balcanica. Notevoli i sacrifici a cui devono sottostare per dedicarsi alla propria passione.
Intanto la Cina si è imposta sull’Irlanda e questo comporta un tiebreaker Irlanda- Italia.
La pausa è brevissima e nel meeting post round robin gli avversari scelgono i sassi gialli, lasciandoci l’hammer nella prima mano. Il campo assegnatoci è A, dove proprio coi sassi gialli abbiamo battuto la Francia. La sfida si apre alle 17:45 e nella prima mano fatichiamo tutti a raggiungere il centro. I primi a riuscirci sono gli irlandesi, il che li porta a rubare la prima mano. Nella seconda mano gli avversari commettono diversi errori, aprendoci la strada verso un’agevole mano da 5 punti. Ricordiamo a noi stessi che siamo solo alla terza mano e che la partita è ancora lunga. Come risaputo, nel Mixed Doubles gli equilibri variano rapidamente e bastano un paio di imprecisioni da parte nostra per consentire all’Irlanda di recuperare immediatamente 3 punti. Nella quarta mano riusciamo a conservare una buona impostazione per 2 punti fino al tiro conclusivo, quando non riusciamo nel tentativo di entrare in casa seguendo una traiettoria
più larga del normale e dobbiamo accontentarci di un solo punto.
Rientriamo dalla pausa con due punti di vantaggio e siamo bravi nel salvarci da una mano che vede i nostri avversari in buona luce, forzandoli a un solo punto. Nella sesta mano un’ottima doppia bocciata di Neil Fyfe, seguita da un nostro punto lungo, ci costringe a inseguire e a concedere un punto rubato agli avversari. Decidiamo di ricorrerre al Power
Play nella settima sperando di riuscire a prendere il largo, ma la stanchezza inizia ad avere il sopravvento sulla nostra concentrazione. Commettiamo un paio di imprecisioni di troppo e ci vediamo costretti ad accontentarci di un solo punto. L’Irlanda può ricorrere a sua volta al Power Play nell’ultima e decisiva mano, un vantaggio notevole considerato il punteggio. La mano si sviluppa bene per il duo irlandese e, sbagliati due tiri decisivi, consegnamo la
vittoria all’Irlanda per 7 a 8. il punteggio finale e, di nuovo, grande amarezza per l’opportunità
mancata. Si chiude così il nostro mondiale, con i playoff mancati per un soffio. Una posizione
purtroppo assai famigliare alla nostra Nazione. Trascorreremo i prossimi giorni osservando e cercando di imparare il più possibile dalle formazioni rimaste in gara, come sempre in eventi di questo calibro. Sperando che, in un futuro non troppo lontano, l’Italia del Curling possa dir la sua in maniera continuativa e in tutti i Campionati. Impresa già riuscita ad altre Nazioni e che, col giusto approccio, potremmo tentare anche noi.

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