Direttore Tecnico

Mondiale :Una importante riflessione finale del Direttore Tecnico

Non finiremo mai di ringraziare il Direttore Tecnico della Nazionale italia Marco Mariani per essere stato così tanto disponibile nel aver voluto condividere ogni momento di riflessione su questo Mondiale. E’ molto bello e costruttivo che un Dirigente Tecnico voglia e sappia relazionarsi e riflettere apertamente con tutto il movimento del curling italiano sul suo progetto e sulle prestazioni della squadra per gli obiettivi futuri. Un lavoro a porte aperte che siamo certi porterà consensi e collaborazione da parte di tutti.
A Marco Mariani in questa ultima intervista sull’esperienza ad Edmonton è stato chiesto di parlare della prestazione azzurra nell’ultimo confronto e di regionare ad alta voce su un quadro più ampio di cosa è stato per lui questo Mondiale in prospettiva futura.
Marco Mariani
Il confronto con la Norvegia non è andato bene perchè la squadra non ha saputo più giocare da squadra come invece avevano saputo dimostrare di saper fare contro Svizzera e Stati Uniti. Purtroppo devo dire che nelle ultime 4 partite forse il voler fare qualcosa di più ci ha destabilizzato e non siamo riusciti ad ottenere questo risultato che potenzialmente per noi era possibile.Credo che 1 o 2 vittorie in più ci potevano anche stare. Nulla da dire su chi ci ha battuto perchè hanno meritato.Le percentuali spesso lasciano il tempo che trovano ma devo dire che negli ultimi 4 confronti siamo calati di molto sia a livello fisico che mentale e non siamo più stati in grado di reagire nei momenti di difficoltà. I ragazzi non sono più riusciti ad aiutarsi reciprocamente C’è quindi molto da lavorare. Il potenziale è buono ma si deve crescere non a livello tecnico ma mentale. I ragazzi devono capire chi sono e dove vogliono andare e come vogliono vivere con il curling. Ho assistito a momenti in questo Mondiale dove era chiaro che i ragazzi non riuscivano a sostenere la pressione di un evento di questo livello. Adesso vorrei dare un giudizio complessivo sul Mondiale premettendo che prima dell’inizio gare avrei accettato con soddisfazione una conclusione con 4 vittorie ma come è anche avvenuto per il Mondiale femminile non parlo oggi di insoddisfazione per il numero di vittorie ma sulla concretezza di squadra. Il mio dispiacere sta nel non aver visto quel salto di qualità che siamo potenzialmente in grado di realizzare e mi ripeto sottolineando che il problema è mentale. C’è quindi molto da lavorare in vista del challenge. Vorrei anche sottolineare che la nostra squadra era l’unica in gara con giocatori non professionisti. Dopo tantissimi anni comunque portiamo a casa 4 vittorie e con la convinzione che in altri 2 o 3 confronti ci siamo andati molto vicino. Adesso pensiamo a lavorare sia sulla maschile che sulla femminile. La Federazione mi auguro continui a sostenerci perchè è proprio adesso che abbiamo bisogno del maggiore aiuto. Siamo all’inizio della crescita e adesso bisogna investire sul curling. Abbiamo bisogno del sostegno economico,di tempi e di ragazzi che possano giocare a tempo pieno da professionisti. Noi come tecnici federali siamo a loro completa disposizione ma i ragazzi dovranno fare altrettanto credendo nel nostro progetto. Adesso a Mondiale concluso faremo un incontro per ragionare sul programma della stagione e sicuramente apportando le giuste modifiche per l’obiettivo challenge. Una cosa è chiara da subito abbiamo bisogno di uno psicologo in appoggio al team. Non manchiamo di motivazioni ma, io ritengo, del giusto atteggiamento prima di scendere sul ghiaccio. Parlando ancora di Mondiale aggiungo che l’unica assente era la Danimarca( non qualificata) nonostante avesse raggiunto la finale Mondiale nella passata edizione. Sarà una nostra avversaria per la qualificazione olimpica nel prossimo challenge. Abbiamo battuto la Germania vincitrice del challenge per Sochi 2014. Siamo riusciti a battere l’Olanda una squadra giovane e promettente ma , anche se non abbiamo fatto una grande prestazione, ancora non al nostro livello tecnico. Ci manca ancora qualche confronto con altre nazionali forti che speriamo di realizzare nei prossimi mesi.

Una risposta a "Mondiale :Una importante riflessione finale del Direttore Tecnico"

  1. Gianluca scrive:

    Bellissimo articolo fatto con una grande onestà intellettuale del dir. tec. Mariani che ha messo l’accento su un tema che condivido molto. Sono un Mental coach e giocatore dalle olimpiadi del 2006 e so bene cosa vuol dire quando Mariani dice che per il salto di qualità si deve affrontare il “problema mentale”. Per questo, se fosse possibile, vorrei potermi confrontare con il team di casa Italia. I miei riferimenti sono in mano a Renato Negro. In bocca al lupo per tutto! Gianluca

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