Olimpiadi 2018: Adesso c’è tanto da fare

Sono stati giorni di festa e non solo. Per tutti è stata anche una giusta pausa utile ad assimilare quanto è accaduto e abbandonare l’immaginario per iniziare a ragionare su un progetto reale e concreto. Per il momento ogni discorso in tal senso è rivolto alla squadra maschile ma anche sulla femminile rimane ancora una (meritata) speranza che possano arrivare notizie straordinarie e che ci chiamino come ripescaggio. Purtroppo anche se le feste natalizie portano tutti verso impegni familiari non possiamo dimenticare che per questa trasferta Olimpica c’è tanto da fare. Ovviamente con una sola esperienza alle spalle non possiamo di certo considerarci degli esperti. L’esperienza del 2006 ha comunque lasciato il segno nel bene e nel male. Molti in Federazione, e anche nell’attuale Team Italia, oggi hanno compreso che in quella prima esperienza olimpica si poteva fare meglio prima ma in particolare dopo. Proviamo quindi a essere propositivi e ipotizzare alcuni aspetti organizzativi e gestionali utili al prima.

Immagine
Tutti di certo ricordiamo l’impatto positivo televisivo nel 2006 di Joel. Taglio di capelli particolare e occhiali da vista da universitario con una media sul libretto da 30 e lode. Poche cose ma quanto è bastato per calamitare l’attenzione. Forse, per questa trasferta coreana, gli esperti di immagine dello sponsor Suzuki potrebbero, a richiesta, portare dei validi suggerimenti.

Divise
Anche l’abbigliamento di gioco sicuramente concorre, e non poco, nel creare immagine. Una Olimpiade anche per uno stilista è una importante vetrina per scatenare la proprie idee. Il gusto italiano, e la grande esperienza nella moda dei nostri creativi, potrebbe saper realizzare qualcosa di unico e di classe. Se i tempi non fossero stretti potrebbe anche essere una valida occasione per organizzare un concorso rivolto ai giovani e premiare la proposta stilistica e grafica migliore.

Facebook
Nel 2006 fb era uno mezzo ancora poco utilizzato ma oggi è diventato indispensabile alla comunicazione.
Una pagina del Team Italia può essere il giusto veicolo di comunicazione, sia scritta che di immagini, per gli appassionati e per le redazioni giornalistiche della carta stampata e del web. Ritengo che una pagina del Team Italia sia uno strumento estremamente importante che consentirebbe anche di mantenere un filo diretto tra la squadra e chi volesse porre delle domande al singolo atleta. Questo contatto può essere utile se attivato prima e poi in particolare durante le giornate di gara olimpiche. Importante è, con il supporto del sito FISG, che questa opportunità venga resa nota. Non dimentichiamoci che dopo la delusione con il calcio, escluso dai Mondiali di Russia, le redazioni sono fortemente assetate di eventi sportivi di alto livello che vedano la partecipazione dell’Italia. Ma per molti giornalisti la Corea in febbraio sarà troppo lontana e deve essere il Team Italia a stimolare la facilità di contatto con le interviste e la disponibilità di immagini. Bello leggere di curling ma solo una foto sa richiamare l’attenzione.

Le Interviste
Durante l’evento olimpico i nostri atleti saranno chiamati di frequente alle interviste televisive. Conosciamo bene le capacità di Joel Retornaz e la sua padronanza delle lingue straniere. Ma anche altri nostri atleti possono dare un importante contributo. Un esempio in tal senso è stato chiaro quando la squadra ha partecipato ai Mondiali di Halifax. In quella occasione la responsabile ufficio stampa WCF, Joanna Kelly, ha detto senza mezzi termini che la figura di Amos Mosaner in televisione migliorava l’interesse negli ascolti. Se lo dice una professionista come Jaonna qualcosa di vero c’è ed è un consiglio che è bene non dimenticare.

Per il momento mi fermo qui. Solo alcune riflessioni sul prima per chi vuole pensarci. Sicuramente insieme a tanto altro.

Una risposta a "Olimpiadi 2018: Adesso c’è tanto da fare"

  1. Marco Mariani ha detto:

    Bentornato caro amico, sentivamo la tua mancanza .

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