Marco Mariani: Siamo pronti per PyeongChang

Siamo ormai molto vicini alla partenza olimpica della nostra Nazionale di curling e abbiamo intervistato il Direttore Tecnico della Nazionale per capire con quale spirito è pronto per affrontare questa competizione.
Buon giorno Marco Mariani. Prima della partenza la squadra azzurra sarà impegnata ancora in qualche torneo di preparazione?
Sì, il programma di preparazione prevede ancora un impegno al German Masters di Amburgo e poi (dal 3 al 6 febbraio) il ritiro della squadra a Flims. Anche la femminile proprio da oggi (e sino al 14) è impegnata nell’International Bernese Ladies Cup con un team molto interessante per via dell’inserimento di atlete diverse dal Challenge di Plzen come Elena Dami e Arianna Losano. Anche per la femminile l’impegno e la preparazione proseguono per far bene nei prossimi Mondiali. A Berna la femminile sarà seguita dal Tecnico Soren Gran.
A Plzen per il Challenge di qualificazione ricordo che vi siete avvalsi di figure molto particolari come i Mental Coach Tescione-Momoli. Per questa partecipazione olimpica questi professionisti faranno parte dello staff della Nazionale?
Purtroppo no. Lo staff sarà formato dai 5 atleti della squadra dal tecnico Soren Gran e dalla mia persona come Direttore Tecnico. Mi spiace non avere come supporto il Mental coach ma questo è il numero di partecipanti imposto.
Soren per questa trasferta olimpica ha preparato un programma tecnico dedicato?
No, continuerà lo sviluppo del lavoro fatto sino a oggi.
Con il tecnico Soren Gran vi siete dati un obiettivo come risultato in questa Olimpiade?
No, non abbiamo fissato nessun obiettivo ben sapendo che le altre Nazionali sono tutte fortissime e quindi ragioneremo di partita in partita.
Provo a porre la domanda in modo diverso allora. Quale può essere il piazzamento finale in classifica che, personalmente, ti potrà soddisfare?
Non posso non considerare il livello delle 8 squadre che hanno ottenuto la qualifica diretta. Se proprio devo rispondere diciamo che vorrei immaginare un piazzamento finale al pari di Torino 2006. Ma sono una persona molto competitiva e quindi se nel 2006 era stato un 7º posto dalla Corea vorrei tornare con un sesto piazzamento.
E questa sarà la tua seconda esperienza olimpica anche se adesso in un ruolo diverso. Proprio di recente sei tornato a parlare, in qualche intervista, delle tue emozioni di allora. Il tremore durante la sfilata nella cerimonia di apertura dei giochi, l’essere riconosciuti e ammirati per le vie di Torino. Adesso, pensando alla Corea, qual è il livello delle tue emozioni?
Per adesso Torino 2006 è ancora una quantità di emozioni e sensazioni tutt’ora intense e indescrivibili. Di allora ricordo anche che per me era stato un periodo esistenziale molto altalenante con bellissimi momenti ma anche di problemi personali. Devo dire che, almeno per il momento, sono felice ma sento poche emozioni. Poi vedremo quello che sicuramente proverò quando andremo a sfilare con la nostra bandiera. Tutto è molto diverso da allora. Questa volta per me è stato un impegno molto intenso per portare l’Italia ad una Olimpiade dove parteciperà per merito. Mi sento come se avessi accettato una sfida e l’ho, l’abbiamo, vinta. Non nascondo però che continuo a vivere un forte dispiacere per la mancata qualificazione femminile che meritava di arrivare in Corea. La mia grande soddisfazione è per la considerazione e il rispetto che a livello internazionale abbiamo dimostrato di meritare. Non siamo la cenerentola del curling e questo lo hanno capito tutti. Il curling azzurro merita rispetto. Possiamo giocarcela con chiunque.
Torniamo ancora per un attimo alla tua esperienza del 2006. Allora, quasi all’ultimo momento, erano stati esclusi due tuoi compagni con i quali da molti anni vi eravate impegnati insieme per disputare queste Olimpiadi. Mi riferisco ovviamente a Ferronato e Zisa. Allora sembrava che fosse mancata la solidarietà dal resto della squadra.
No, non è vero. Per molti anni, prima del 2006, mi ero preparato con Stefano e Alessandro e ci tenevo molto a giocare con loro quelle Olimpiadi ma c’è poi stata una scelta tecnica diversa. Sia chiaro che con il gruppo che ha giocato con me a Pinerolo mi sono trovato benissimo conquistando, per allora, un ottimo piazzamento. Sono scelte tecniche e oggi, nel ruolo che ricopro in Nazionale, comprendo maggiormente il peso delle scelte che possono anche essere non condivise. Ma ci sono dei ruoli chiamati a prendere delle decisioni.
Parliamo adesso dei giovani. Le junior nel Mondiale B hanno fatto vedere buone cose. In futuro ritieni di allargare le tue competenze anche sulle giovanili?
Ma prima di tutto il mio futuro, come Direttore Tecnico, dovrà essere discusso dopo le Olimpiadi e non so oggi cosa vorrà decidere la nostra Federazione. Sicuramente per le junior vedo sempre bene che siano i club di appartenenza a seguire le squadre quando dovranno indossare le divise della Nazionale. Si potrà creare uno staff che svolgerà un lavoro anche sulle giovanili ma solo in supervisione ai club. Comunque anche il movimento giovanile promette molto bene. Solo a Cortina ci sono 70 ragazzini impegnati nelle giovanili e questo fa ben sperare. Se dovessi proseguire questa esperienza come Direttore Tecnico invece andremo a seguire direttamente la preparazione degli atleti di interesse nazionale del mixed doubles. Anche questa è disciplina olimpica e dovrà rientrare negli obiettivi di qualificazione.
Quindi ci hai detto che bisogna attendere per sapere cosa farai da grande. Con il tecnico Soren Gran invece quali impegni contrattuali sono stati presi?
Per quello che riguarda la mia persona devo dire che questa esperienza mi ha molto soddisfatto anche perché ho sempre trovato il pieno appoggio della Fisg con il Presidente Andrea Gios così come con il Segretario Generale Ippolito Sanfratello ed in particolare con il mio responsabile di settore Luigi Alverà. In merito al tecnico Soren Gran abbiamo, per il momento, un accordo di collaborazione per tutto il 2018.
Grazie Marco Mariani e auguri te e a tutto il Team Italia per questa Olimpiade 2018.
mariani

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Una risposta a "Marco Mariani: Siamo pronti per PyeongChang"

  1. ALBERTO MENARDI ha detto:

    Salve , è proprio vero che in Italia la meritocrazia non conta …
    CONTA di più essere amica dello amico che conta …
    Vi ricordo che da 3 anni il Curling Club Tofane composto da Apollonio Federica , Apollonio Giorgia, Menardi Stefania ,Alverà Claudia sono CAMPIONESSE ITALIANE, credo vorrà dire qualcosa sulle loro capacità di giocatrici…

    Sig. Mariani …. te le sei dimenticate o forse non ti sono amiche ?
    Il presidente del club Tofane , campione in carica
    alberto

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