Mark Callan il mago del ghiaccio a Gangneung

Tutto pronto al Curling Centre di Gangneung dove tra pochi giorni si giocheranno le gare del torneo olimpico di curling. Il ghiaccio è pronto. Per questa Olimpiade coreana l’incarico, come Capo Tecnico, è stato affidato a Mark Callan. Mark è uno scozzese di Glasgow. Nei periodi dell’anno in cui non è chiamato da WCF a realizzare il ghiaccio dei grandi eventi, Mark ha un impegno lavorativo presso la Keys di Mauchline, non lontano da Glasgow, dove vengono realizzate le stones con inserti in blue hone vendute a tutto il mondo del curling. Callan è un Ice Maker di lunga esperienza anche in eventi di livello olimpico, come era stato a Sochi 2014 nel ruolo di Vice Responsabile del ghiaccio. Di Callan nel mondo del curling si dice che è un tecnico estremamente pignolo e perfezionista. Attento ad ogni minimo particolare anche nei dettagli. E’ arrivato al Curling Centre di Gangneung a metà gennaio e si è subito concentrato sulle verifiche delle temperature che all’esterno della struttura toccavano i -8°, all’interno un + 10° e sul ghiaccio -5,2°. Partendo da questi valori delle temperature Mark Callan ha impostato il lavoro di realizzazione del ghiaccio tenendo in doverosa considerazione le possibili alterazioni create con le luci delle riprese televisive. Anche per la presenza del pubblico, in un impianto con una capienza di 3000 spettatori, sicuramente vedremo il nostro capo tecnico impegnato, durante le giornate di gare, ad un costante monitoraggio dei termometri. Dalle prime immagini del ghiaccio salta subito all’occhio anche la particolarità dei colori scelti per rendere evidenti, e televisivamente accattivanti, le case di gioco. In queste ultime ore che precedono l’apertura dei giochi Mark Callan prosegue la preparazione con il passaggio della macchina rasaghiaccio e tanto pebble con acqua rigorosamente deionizzata. Ghiaccio particolarmente veloce con eccellenti tempi di scivolamento delle stone. Anche per il nostro Team Italia sarà estremamente importante il trovarsi a proprio agio con il ghiaccio. I presupposti, in positivo, ci sono ricordando che sul ghiaccio di Innsbruk, realizzato da Mark per i Winter Youth Olympics 2012, il nostro Amos Mosaner conquistò la medaglia d’argento.

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