Quel Doppio Misto forse ancora immaturo

Non so. Forse quel bollito e peara a cena non è stato così digeribile. Forse gli impegni di una lunga giornata a tarda sera sono la causa di una incontrollata stanchezza. Forse l’orario di inizio gare è così inclemente da obbligarti, ad ogni end, che sia giusta la resa verso il letto. Non so ma l’esordio delle gare Olimpiche di questa notte con il Doppio Misto faticano a dare spettacolo. Personalmente ritengo che ci sia ancora tanto da fare e da creare. Penso che il Doppio Misto abbia bisogno di una scuola tutta sua e con strategie di gioco dedicate. Troppo poco quell’unico power play per rianimare il gioco. Oggi quello che si può vedere è un travaso delle esperienze e della conoscenza dal curling tradizionale a questa disciplina di coppia. Sul valore degli atleti non si discute. Ieri abbiamo avuto modo di vedere un Canada con John Morris e Kaitlyn Lawes e quindi non parliamo degli ultimi arrivati ma di giocatori che hanno già messo una medaglia olimpica al collo. Nonostante i dieci anni di rodaggio il doppio misto manca ancora di quel qualcosa che coinvolge. Gli stessi protagonisti ammettono che c’è ancora tanto da elaborare e lo stesso coach di lusso del Canada Jeff Stoughton, su questo tema, porta ad esempio gli sviluppi del gioco creati con il rugby a 7 rispetto al rugby tradizionale. Proprio nel Canada dei professionisti di curling il doppio misto fatica a crescere e, solo di recente con questa partecipazione olimpica, ha visto cimentarsi coppie affermate nel tentativo di agguantare un viaggio in Corea che non era riuscito con la squadra del curling tradizionale. E’ successo proprio con Brad Gushue che dopo aver perso la finale dei Trials con la sua squadra ha tentato anche la carta del doppio misto in coppia con Val Sweeting. Ma anche in questa circostanza ha riperso la finale proprio contro Morris-Lawes. C’è qualcosa di incompleto nel doppio misto. Questa figura presente-assente dello skip impegnato allo sfinimento nello swipping sino al punto di perdere con la stanchezza quella lucidità mentale che deve saper dettare una tattica di gioco. Al contrario l’atleta sulla hack imposta il lancio ma senza sentire trasmesso quel comando affidabile del proprio skip. C’è una cosa però in positivo che è apprezzabile non ci sono, in assoluto o quasi, Nazionali favorite e tutte possono perdere Canada compreso. Ha detto bene la 29 enne canadese Kaitlyn Lawes che, ovviamente, nelle interviste deve dire un gran bene sul doppio misto, ma in un breve passaggio su questa disciplina da una corretta interpretazione dicendo: “per tutti il doppio misto è ancora una lavagna pulita“.

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