Canada donne per la prima volta fuori dalla semifinale, il Paese si interroga sul perché

Non è semplice da digerire per il Canada. Questa esclusione del Team Femminile per loro non ha precedenti nella storia olimpica. Inevitabile quindi che da alcune ore si sia aperto un dibattito, sostenuto da tutti i media canadesi, per comprendere quali possano essere state le cause di questa disfatta. Alcuni articoli nella scrittura vanno decisamente oltre le righe con frasi fuori luogo del tipo: “Come una pugnalata al cuore Eve Muirhead ha segnato il destino del Canada piazzando i 2 punti nel finale del 10°end.” La squadra nelle interviste non nasconde il proprio dispiacere e si rammarica per aver procurato questa delusione al proprio Paese. La skip Rachel Homan, nonostante il clima pesante che aleggia attorno alla squadra, continua ad elogiare le compagne per l’impegno dimostrato in ogni partita. Lo stesso elogio la Homan lo ha espresso per la sua alternate di lusso Cheryl Bernard (medaglia d’argento alle Olimpiadi di Vancouver 2010) per il suo impegno e sostegno discreto alla squadra dietro le quinte. Sia la Homan che la compagna Lisa Weagle sottolineano che: “Ormai il curling femminile canadese, in eventi di questo livello, non ha più i grandi margini di superiorità di un tempo. Oggi tutte le squadre qualificate alle Olimpiadi svolgono programmi di preparazione quasi sempre in Canada e giocano contro le squadre del nostro Paese nel Grande Slam. Quindi conoscono perfettamente la nostra preparazione e le nostre strategie di gioco. Per non parlare poi che contro il Team Canada tutte le altre Nazionali danno il massimo per provare a batterci. Purtroppo questo è lo sport dove nulla è garantito e lo sappiamo. Speriamo di poter ritornare ad indossare e onorare al meglio la divisa della Meaple Leaf al più presto.” Chi invece cerca di comprendere i motivi  di questa mancata qualificazione sostiene che una causa va cercata nei tempi troppo ristretti tra la competizione per la qualifica olimpica e l’inizio olimpiadi. Per il team di Rachel Homan ha voluto dire che in 8 settimane hanno preso coscienza di dover partire per giocare le olimpiadi. Per le altre Nazionali l’impegno olimpico era una certezza da tantissimo tempo e si sono potute preparare per molti mesi. Sulle altre possibili cause c’è anche chi non ha considerato in positivo l’inserimento di un nuovo allenatore come Renè Sonnenberg voluto solo all’ultimo momento. La discussione in Canada rimane ancora aperta.

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