Storia Olimpica: Per John Shuster non sarà solo una finale ma il riscatto di una vita

Oggi gli americani, dopo aver raggiunto la finale, acclamano la propria squadra maschile ma non è sempre stato così. Questa storia parla della vita sportiva nel curling dello skip John Shuster. Una vita sportiva non sempre felice. Questa per Shuster è la sua quarta olimpiade. Era presente già a Torino 2006 e in quella circostanza, con il Team capitanato da Pete Fenson, le cose andarono bene. Conquistarono la medaglia di bronzo e ancora oggi rimane l’unica medaglia olimpica ottenuta dagli USA. Dopo il 2006 Shuster lasciò quella squadra per formarne una tutta sua. Anche nel 2010 il Team Shuster si dimostrò la più forte e rappresentò gli Stati Uniti a Vancouver. Ma nel round robin le cose non andarono bene e dopo 4 gare, perse, gli allenatori della squadra presero la decisione estrema di mettere John in panchina. Non andò tanto meglio anche con il cambio di formazione. E siamo al 2014 e al torneo di qualificazione olimpica. A guadagnarsi il diritto di andare a Sochi ancora Shuster. Pessimo risultato di classifica al termine del round robin con 2 vittorie e 7 sconfitte. La Nazionale degli Stati Uniti ritorna a casa e un giorno, sempre del 2014, riuniti al Four Seasons Curling Club di Blaine, il dirigente della Usca (USA Curling) Derek Brown presenta il Programma High Performance (un programma di selezione giocatori per gli impegni internazionali). Nel comunicato c’è un roster con 10 nomi ma John Shuster non trova il suo. Il curling americano aveva così deciso che ne aveva abbastanza di lui. A questo punto Shuster riforma un suo team con giocatori tutti esclusi da quella lista. Che piaccia o no il Team Shuster continua a vincere anche contro gli atleti selezionati. Al Mondiale del 2016 in Svizzera arriva pure la soddisfazione di un bronzo. Poi tutta la preparazione avrà per obiettivo la qualificazione alle Olimpiadi del 2018. Sono stati mesi di grande impegno e di tanto sudore in palestra nella struttura sportiva della cittadina di Superior nel Wisconsin dove John vive con la sua famiglia. Dopo aver vinto il campionato americano nel novembre 2017 è arrivato il momento tanto atteso con la partita, di selezione olimpica, contro Heath McCormick per andare alle Olimpiadi 2018. Oggi i giornali titolano “John Shuster il migliore e più frustrante curler degli Stati Uniti” e lo descrivono scrivendo “volto grassoccio e perennemente perplesso”. Dopo la sconfitta contro l’Italia gli americani già immaginavano che questa olimpiade nel curling non avrebbe portato a nulla di buono. Ma così non è stato e il Team USA con il suo skip John Shuster sabato scenderà sul ghiaccio di Gangneung non solo per la finale. C’è molto di più in gioco.

Una risposta a "Storia Olimpica: Per John Shuster non sarà solo una finale ma il riscatto di una vita"

  1. […] americani (John Shuster, Tyler Gerge, Matt Hamilton e John Landsteiner) abbiamo raccontato, in un precedente articolo, alla vigilia di questa finale, il loro percorso di vita. Sentiamo di condividere con il team la […]

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