Il Team Korea: Una storia all’aglio

Manca poco ormai e al Gangneung Curling Center scenderanno in pista la Nazionale della Corea del Sud contro la Svezia. In palio il Titolo di campione Olimpico femminile. In queste ore tutto il mondo dei media scrive di queste ragazze coreane e del loro rapporto stretto con l’aglio. Nei giorni passati mi era sembrato quasi ingiurioso abbinare questa squadra all’aglio ma, sempre se fatto con il dovuto rispetto, avvicinandomi alla loro storia ho compreso che per le ragazze coreane può, giustamente, essere una nota di orgoglio e di riconoscenza verso un territorio generoso nel dare questo prodotto. La terra in questione è quella di Uiseong che, al pari dei nostri paesi come Resia in Friuli, Vessalico in Liguria e Voghiera in Emilia, è rinomata in tutta la Corea del Sud per una importante produzione di aglio nero. Ovviamente anche la skip di questa Nazionale Coreana viene da una famiglia di coltivatori. Kim Eun Jung ha 27 anni e da alcuni anni si dedica al curling ma ai tempi della scuola dopo le lezioni anche lei andava nel campo per aiutare la famiglia. Poi è arrivato il curling. Siamo alla fine degli anni 90 quando un insegnante di educazione fisica della High School di Uiseong decise di investire i suoi risparmi in un viaggio in Canada. Si era messo in testa di imparare le tecniche del curling che allora era uno sport totalmente sconosciuto per i coreani. Questo signore si chiama Kim Kyung-doo. Sicuramente si tratta di una persona veramente caparbia e determinata perché nel 2006 riuscì a convincere il sindaco di Uiseong a realizzare una pista per il curling anche se non si sapeva ancora chi potessero essere i ragazzi disponibili a praticarlo. Le prime ad iniziare proprio nel 2006 furono l’attuale skip Kim Eun-Jung e Kim Young-mi, poi arrivarono la sorella minore e la sua amica Kim Kyung-ae. Solo nel 2015 ci sarà l’inserimento della quinta ragazza Kim Cho-hi. Dell’insegnante di educazione fisica si sa che oggi è passato a fare il Vice-Presidente della Federazione coreana di curling lasciando, da tempo, il ruolo a coach altamente competenti. In questi giorni, nella cittadina di 14 mila anime, gruppi di giornalisti da tutto il mondo sono tra le case alla ricerca di storie legate alla squadra coreana. Sono stati a casa della nonna della skip. Una arzilla 92 enne che sul balcone che da sulla strada principale ha esposto uno striscione con su scritto “Sosteniamo la National Curler Player Kim-Eun Jung” che è appunto sua nipote. La nonnina ci capisce poco di curling e continua a dire “Ancora non capisco cosa stiano facendo. Ma sono comunque orgogliosa di mia nipote“. Intanto fuori dalla scuola del paese anche questa sera ci sarà la folla per assistere davanti al mega schermo alla finale olimpica. Per la partita contro il Giappone erano in 300 ma stasera si prevede almeno il doppio.
Dei soprannomi che le ragazze stesse si sono date per ovviare al problema delle Kim abbiamo già detto ma non dettagliato. Kim Eun-Jung è Yogurt, Kim You ng-mi è Pancake, Kim Kyung-ae è Steak, Kim Sun Young è Sonny (uovo all’occhio di bue), Kim Cho-hi è Choco. Solo adesso ho realizzato che avrei potuto, per mia comodità, usare questi nomignoli da subito in questo articolo ma ormai è scritto.

Una risposta a "Il Team Korea: Una storia all’aglio"

  1. […] 2018. Kim Min-Jung è la figlia di quel coreano di cui abbiamo già raccontato in precedenza (Kim Kyung-doo) che negli anni 90, a sue spese, andò in Canada per scoprire ed imparare il curling. Con il suo […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per fornire alcuni servizi. Continuando la navigazione ne consentirai l'utilizzo. Per maggiori informazioni consulta la Cookies Policy...

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi