Intervista a Amos Mosaner

In questo momento il fourth della Nazionale italiana Amos Mosaner, dopo le fatiche mondiali, si sta concedendo una breve vacanza negli States. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per una intervista.

Amos Mosaner, se io potessi portarti indietro nel tempo quale partita persa, tra Corea, Svizzera e Canada, vorresti poter rigiocare?
Sicuramente quella contro la Svizzera. Le cose per noi non andavano male ma quell’8º end con i 2 punti della Svizzera hanno rivoluzionato tutta la gara. Il finale poteva sicuramente essere diverso a nostro vantaggio.
Cosa ne pensi della Svezia vincente? Personalmente credo sia una vittoria meritata così come forse anche la finale olimpica a favore di Shuster è stato un evento unico e irripetibile.
Sì sicuramente la Svezia in questo Mondiale era la più quotata così come lo era alle Olimpiadi ma Shuster ha giocato la sua partita della vita ed è una cosa che mi ha sorpreso.
Sempre in merito al Mondiale volevo chiederti qualcosa sul confronto contro il Giappone. Ho visto per la prima volta una strategia di gioco molto diversa dal solito. Avete giocato con le stone sempre, o quasi sempre, in casa e senza guardie. E’ stata una vostra precisa scelta questo tipo di gioco?
Sì con il coach abbiamo concordato che nel Mondiale era importante anche variare le strategie di gioco, e con il Giappone era una buona opportunità per provarle considerando che sapevamo di poter giocare con un avversario alla nostra portata. E direi che è andata bene e la strategia nuova ci ha premiato.
Volevo chiederti anche qual è il tuo rapporto con l’Aereonautica Militare di cui tu da pochi mesi sei diventato un atleta. Esiste un rapporto continuativo o è occasionale?
Direi, almeno per questo periodo, che sia stato occasionale. L’Aereonautica segue quanto facciamo come atleti del curling ma al mio ritorno andrò al centro dell’Aereonautica a Vigna di Valle per relazionare sull’attività svolta in questa stagione. Ho avuto anche il piacere di vedere dei rappresentanti dell’Aereonautica in Corea del Sud in occasione di qualche mia partita olimpica.
Parliamo anche di elezioni Fisg. Tra qualche mese i club di curling italiani saranno chiamati ad eleggere un rappresentante di settore. So bene che tu preferisci parlare solo di curling giocato ma un nuovo responsabile del curling potrebbe anche rivedere i criteri di formazione delle nazionali. Quindi, ti chiedo, tu sei favorevole alla selezione oppure alla formula challenge?
Sì di certo preferisco solo parlare e sopratutto giocare a curling. Ma non ti nascondo che a mio avviso il challenge, visti anche i numeri degli atleti di interesse nazionale, agevola l’intesa di squadra in quanto ci si conosce, ci si allena costantemente insieme e si possono condividere anche i momenti di vita insieme abitando nella stessa realtà. Ma ti ripeto sono scelte che non mi competono e io devo pensare ad allenarmi e giocare al meglio.
Facciamo un passo indietro e andiamo alla preparazione pre-olimpica. La scelta di non allontanarsi rimanendo in Svizzera è stata una buona scelta o forse sarebbe stato utile un periodo in Canada?
In Svizzera abbiamo fatto una buona preparazione a costi contenuti e anche questo è un aspetto che noi atleti dobbiamo tenere in considerazione. In Svizzera c’è stato modo anche di giocare e allenarci con squadre di buon livello. Poi ovviamente il Canada è Canada e vuol dire alzare l’asticella del confronto potendo incontrare squadre al livello di Brad Gushue e questo conta tantissimo. Ma bisogno sempre fare i conti con il portafoglio.
Ancora una domanda. Mi puoi parlare dei tuoi rapporti con il tecnico Soren?
Con Soren mi sono trovato da subito bene e a mio agio. E’ una persona che ama il dialogo e anche il confronto. Può anche esserci il momento in cui non condivido ma c’è sempre la disponibilità al dialogo e questo è un bene.
Un’ultima domanda. Non ti capita mai di sognare e andare nel panico in un momento determinante della partita quando sei sulla staffa per lanciare l’ultimo stone?
No per fortuna no. Mi può capitare di aver problemi a prendere sonno alla vigilia di un grande evento ma mai sogni di questo genere. Tanto meno a livello di incubi per fortuna.
Grazie Amos e buona meritata vacanza.

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