Candidati alla Presidenza Fisg: Il rivale Alberto Berto

Ancora uno stralcio dell’intervista rilasciata di recente da Alberto Berto al Alto Adige.
Alberto Berto, Biellese, dal 2001 al 2015 Segretario Generale della Fisg.

Perché si è candidato?
«Nella primavera dello scorso anno molte società ed alcuni Comitati mi hanno contattato segnalandomi malumori in federazione. Ho verificato la situazione e, dopo aver appurato quanto indicatomi, ho deciso di candidarmi alla presidenza. Scendo in pista perché frequento il mondo dello sport da 42 anni e per 14 anni ho lavorato all’interno della Federghiaccio nel ruolo di segretario, una sorta di notaio che mi ha consentito di far fronte molteplici situazioni e problematiche. Non ho sassolini da togliermi, chiedo il voto perché parlo di programmi e di futuro. I Comitati e le società sono la base della federazione».

Qual è la sua ricetta per rinnovare la Fisg?
«Creare una federazione all’insegna delle semplificazione delle norme, della burocrazia, del lavoro di gruppo, di ascoltare e far crescere le società e non demandare tutto ai settori. Dico apertura e collaborazione. Ripeto, le società devono essere messe nelle migliori condizioni per lavorare. Ricordiamoci che il presidente da solo non fa nulla».

Secondo lei qual è lo stato della Fisg attuale?
«C’è un calo nei numeri, dal 2008 ad oggi si è verificata una flessione de 20 per cento sia delle società affiliate (da 305 a 265, ndr) che di tesserati. Siamo passati da 20mila a 14mila. Manca un serio progetto di ricambio generazione, serve far crescere i nostri talenti. Per esempio, nell’hockey serve un direttore sportivo professionista che adesso non c’è più. Nel pattinaggio velocità vinciamo medaglie alle Olimpiadi e poi facciamo fatica ad organizzare gli Italiani per mancanza di atleti. Questo non va bene. Quando vado nei palazzetti del ghiaccio ci sono sempre problemi, dalla gestione dell’impianto alle poche ore ghiaccio. Anche su questo non è stato fatto nulla».

Come intende lanciare l’immagine globale della Fisg?
«Attualmente i settori dedicati all’immagine e marketing della Fisg sono prossimi allo zero. Lo so anch’io che non è facile trovare sponsor ma anche in questi campi serve un lavoro di gruppo e con strategie mirate. Noi portiamo il 50 per cento delle medaglie italiane ai Giochi e anche per questo dobbiamo far parlare di noi nel miglior modo possibile. Serve assolutamente ritornare a trattare con le televisioni. La forza di una federazione non si misura nel portafoglio ma nella struttura che ha allestito».

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