CONI la non scelta di una candidatura: Una buffonata governativa

Quello che accadrà oggi con l’ufficialità della non scelta di una candidata olimpica al 2026 esprime il paradosso tutto italiano di volersi sedere sulla sedia di potere ma non essere in grado di esercitarlo. Alle candidate il CONI aveva chiesto di presentare un dossier e quindi su quello, senza esitazioni, si doveva esprimere. Un dossier (o pre-dossier come vogliamo) che ha anche avuto un costo. L’architetto Alberto Sasso (amico personale di Beppe Grillo), per Torino, ha redatto questo progetto che giustamente sarà retribuito con 50 mila euro. E di certo, per mano di altri esperti, anche Milano e Cortina hanno dovuto sostenere costi analoghi. Ma lunedì in sostanza le 3 candidate si sono sentite dire “sai che c’è, buttiamo i 3 dossier nel cesso tiriamo l’acqua e proviamo a parlare di un progetto comune”. Ma allora se già era così, per ordini dall’alto, perché non comunicarlo prima. Adesso tutto è da rifare. Le tre candidate in ossequio al nostro governo politico proveranno a sedersi ad un tavolo per spartirsi la gestione delle varie discipline. E’ evidente che le cose non dovevano essere gestite in questo modo. Oppure è altrettanto evidente che non ci sia una candidata che abbia soddisfatto le aspettative del CONI. Se così fosse non ci sarebbe stato nulla di male nell’ufficializzare che per il 2026 l’Italia non ha candidature. Adesso si proveranno a fare le nozze con i fichi secchi per, forse, poi, sentirsi rispondere dal Comitato Olimpico Internazionale, che non è questa la procedura e la candidata deve essere unica e sola. Le Olimpiadi delle Alpi ma cosa mi rappresentano. Intanto questo teatrino è appena iniziato e ci troviamo già con un inutile debito di 150 mila euro per i dossier finiti nel trittacarte. Soldi pubblici soldi nostri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *